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Andrea Jaeger, la suora tennista

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Come ogni anno, Suor Andrea l’ha passato il Natale con dei bambini malati di cancro. Da circa vent’anni, ha donato la propria vita a questi ragazzini che soffrono e che, probabilmente, non guariranno mai. Non le bastava più soltanto aiutare i più sfortunati mediante la propria fondazione ed i sostegni economici, ha voluto dare se stessa per loro e il 16 settembre 2006 si è consacrata a Dio, diventando, all’età di 41 anni, suora in una chiesa dominicana negli Stati Uniti.

Questa strada le è stata annunciato in sogno, nel quale veniva accompagnata da Santa Caterina da Siena in un monastero, per aiutare proprio i poveri e gli ammalati.

La storia di Suor Andrea è strana, forse straordinaria, soprattutto per coloro che la ricordano prima del velo. Infatti la Jaeger è stata anzitutto una delle giocatrici di tennis più promettenti al mondo, raggiungendo la finale a Parigi nel 1982 ed a Wimbledon, un anno dopo.

Sfortunatamente entrambe le partite ebbero lo stesso epilogo e la stessa avversaria: una certa Martina Navratilova. E’ stata una delle giocatrici più precoci di sempre: a soli 14 anni Andrea era già 19esima mondiale e chiuse il primo anno addirittura alla settima posizione. Nell’agosto del 1981, riuscì persino ad issarsi fino alla seconda posizione contrastando il duopolio Evert-Navratilova.
Un’altra particolarità dell’ex ragazzina statunitense fu il suo carattere, veniva scambiata per la sorellina di John McEnroe : spesso insolente e pronta a contestare ogni minima decisione, senza considerare la totale mancanza di rispetto verso le proprie avversarie ben più grandi e importanti.

Basta pensare che, pochi minuti dopo la sconfitta in finale al Roland Garros, l’adolescente Jaeger era già in sala stampa a criticare la Navratilova per aver ricevuto consigli proibiti dagli spalti da parte del suo allenatore Renee Richards.

Naturalmente, i genitori giocano un ruolo fondamentale nei comportamento dei propri figli. Infatti, il padre Roland, un muratore svizzero che si trasferì a Chicago per diventare pugile, la metteva sotto costante pressione, in quanto vedeva la propria figlia come una macchina da soldi da sfruttare al massimo.

Roland Jaeger era mal visto in tutto il circuito feminile, un pò come i vari “orchi” dei giorni nostri (Damir Dokic, Jim Pierce e altri ancora)

Per fortuna o meno, la sua carriera si conclude prematuramente e bruscamente. Ancora una volta il destino le da dato appuntamento a Parigi. Siamo nel 1984, quando la diciannovenne Jaeger tira un rovescio e si infortunia alla spalla, da quel momento in poi l’astro nascente del tennis americano non toccherà più la racchetta ed adesso, ripensando a quei momenti, ammette : « Quell’infortunio è stato la cosa più bella che mi sia successa in vita mia, Dio mi ha guidato verso i bambini malati.

»
Va sottolineato che già da tempo Suor Andrea si occupava già di bambini malati, ancor prima di farne una ragione di vita. Ed in una intervista a distanza di parecchi anni, racconta : « Un giorno, durante un torneo, andai a consegnare dei giocatoli in un ospedale pediatrico. Un ragazzino senza mani mi voleva sfidare ad un videogioco…mi diede una grande lezione di vita. Un’altra bambina, calva per via della chemioterapia, fu meravigliata dalla lunghezza dei miei capelli. Da quel momento capii che una volta giunta al termine la mia cariera, mi sarei dovuta occupare di tutti loro. »

Chiuso il capitolo tennistico, la Jaeger usò tutti i suoi guadagni (1,5 milioni di dollari) per creare la propria fondazione. Dopo questa decisione, Andrea e papà Roland litigarono e non si parlarono più fino a qualche istante prima della morte del genitore, momento nel quale i due si riconciliarono. Oggi la sua fondazione è molto attiva, aiutata soprattutto da celebrità del calibro di André Agassi e Monica Seles ma anche da altre star come Cindy Crawford. Il tennis ha perso una futura grande tennista ma il mondo ha trovato una persona capace di amare gli altri più di se stessi, e anche in questa storia vi è un lieto fine.


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