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Anghiò, il pesce azzurro come non lo avete mai visto…

Alici, sarde, sgombri, ricciole, tonni e tutte le altre varietà di pesce azzurro saranno i protagonisti di Anghiò, il festival che si svolgerà a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno dall’1 al 4 Luglio 2010. Fortemente voluto dal Comune di San Benedetto e organizzato da Tuber Communications e Sedicieventi con il patrocinio dell’Assessorato alla Pesca della Regione Marche, l’appuntamento marchigiano vede anche importanti partnership con la Provincia e la Camera di Commercio di Ascoli, Sistema Turistico Locale, Lega Navale e l’Associazione dei Pescatori Sambenedettesi, oltre a Symbola – Fondazione delle Qualità Italiane e la Deputaciò Barcelona.

Nei quattro giorni della kermesse, convegni, incontri, mostre e laboratori didattici permetteranno di scoprire le caratteristiche e le tante qualità di questo tipo di pesce, cosiddetto azzurro per la tipica colorazione delle sue squame, che si trova in tutto il Mediterraneo e che è rinomato per le sue proprietà nutritive.

Ecco tutti gli appuntamenti di Anghiò per grandi e piccini:

Le tante virtù ed i pochi vizi del pesce azzurro

(La Casa del Pescatore, Piazza Caduti del mare – Giovedì 1 luglio)

Il convegno inaugurale vedrà riuniti gli esperti, le istituzioni e gli operatori del settore per fare il punto della situazione del mercato del pesce azzurro sia in Italia che all’estero.

Alice amica del cuore

(La Casa del Pescatore, Piazza Caduti del mare – tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 22 )

I più curiosi avranno l’opportunità di conoscere meglio le virtù salutari del pesce azzurro con Alice, amica del cuore lo spazio educativo-didattico per adulti e bambini, in compagnia di Cinzia Quagliarini.

Pescatore per un giorno (Porto di San Benedetto – tutti i giorni vari orari)

Anghiò offre anche l’opportunità di diventare pescatore per un giorno, provando la pesca con le reti a bordo del caratteristico peschereccio.

Il motopesca Coca Cola partirà ogni ora, dalle 8 alle 11, dal porto di San Benedetto per una dimostrazione di pesca, poi, alle 12.30, tutti al Villaggio di Pescatori Fish di Grottammare, per degustare le famose alici scottadito appena arrostite. Durata dell’escursione 45 min. circa, max 4 persone. Costo 10.00 euro a persona – degustazione gratuita.

Degustar m’è dolce in questo mar

(La Casa del Pescatore, Piazza Caduti del mare)

In occasione di Anghiò, che nel dialetto sanbenedettese vuol dire alice, sarà anche possibile imparare a cucinare e degustare il pesce azzurro secondo ricette tipiche locali grazie agli esperti che propongono tre imperdibili appuntamenti quali I battuti vincenti (Venerdì 2 luglio, ore 18.00) sulle paste con battuti e pesti di pesce azzurro della tradizione sambenedettese a cura di Federico Palestini dell’Osteria Caserma Guelfa; Cotti d’aceto (Sabato 3 luglio ore 18.00) dove protagoniste saranno le tecniche di conservazione del pesce, a partire dalla marinatura.

Infine, Alla scoperta del Picco Puntuto (Domenica 4 luglio ore 18.00) insolita degustazione guidata di lumachine di mare a cura di Luigi Anelli.

SAN BENEDETTO E IL PESCE AZZURRO, UNA LUNGA TRADIZIONE

E’ proprio a partire da un piccolo villaggio di pescatori che si è sviluppata la storia di San Benedetto del Tronto, le cui genti avevano fatto del mare Adriatico la loro primaria fonte di sussistenza. Fin dai tempi più remoti, alla pesca per il puro sostentamento si è affiancata anche l’attività commerciale, che ha spinto progressivamente i pescivendoli locali ad allargare la propria attività fino a fare di San Benedetto uno dei porti ittici più importanti d’Italia.

Mentre i pescatori sanbenedettesi con le loro barche colorate, paranze e lancette, riempivano l’Adriatico, a terra ferveva anche l’attività di funari, cordari, retare e calafati. Simbolo di questa lunga tradizione peschereccia è la muccigna, la classica cesta di vimini che i pescatori riportavano a casa con il pescato migliore della giornata perché venisse cucinato dalle donne della famiglia o venduto al mercato.

In tempi più recenti, all’attività di pesca e a quella commerciale si è affiancata la lavorazione del pesce, che ha dato sviluppo ad una fiorente industria specializzata nella conservazione.

Tra le diverse tipologie di pescato, il pesce azzurro è stato sempre il più cospicuo, soprattutto sarde ed acciughe, particolarmente popolose lungo le coste marchigiane. Per pescarlo venivano utilizzate reti da circuizione, da traino pelagico e, in inverno, anche lo strascico. Proprio per la sua abbondanza il pesce azzurro era anche il più economico ed il più consumato sulle tavole sanbenedettesi.

Attualmente, sebbene attraversi un periodo di crisi, il settore ittico locale rimane trainante per l’area. San Benedetto del Tronto, infatti, è il secondo porto italiano dietro Mazara del Vallo per quantità di pesce pescato e numero di pescherecci, ha uno dei più grandi mercati ittici (con un volume di affari pari a 7.761.582,32 Euro nel 2008) ed un’industria conserviera tra le più significative del Paese.

San Benedetto è divenuto noto nel tempo anche in altri settori produttivi legati al mare, come la cantieristica navale, la motoristica e la strumentistica di bordo, oltre che essere uno dei poli turistici più frequentati, famoso anche come Riviera delle Palme.


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