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Antibiotici, usare con cautela

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Negli ultimi anni la resistenza ai farmaci antibiotici è diventato un problema centrale con cui la comunità europea e internazionale ha dovuto confrontarsi, perché il loro uso, talvolta eccessivo e inappropriato, aggiunto all’estrema variazione genetica dei microrganismi, sta mettendo a rischio la loro efficacia nel controllo delle infezioni batteriche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sono stati concordi nel sostenere la necessità di promuovere un comportamento responsabile che porti a un parsimonioso, mirato e razionale utilizzo degli antibiotici a disposizioneAIFA campagna antibiotici

, nelle ospedalizzazioni e nella cura domestica privata.

Linee guida, politiche specifiche e una buona informazione sono alla base delle misure e prescrizioni mediche più restrittive e scrupolose per profilassi antibiotiche calibrate per ridurre il rischio di resistenza e l’insorgere di altre infezioni causate proprio da batteri antibiotico-resistenti (che aumentano la mortalità e i tempi di degenza).

Gli italiani sono tra i maggiori consumatori di antibiotici in Europa e per questo l’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco), l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno promosso la campagna “ Antibiotici, difendi la tua difesa.

Usali con cautela” soprattutto in previsione dell’esplosione dell’ influenza stagionale (da gennaio a marzo).

Sì, perché quando si è alle prese con raffreddore, tosse, mal di gola e qualche linea di febbre a poco o nulla serve ricorrere agli antibiotici visto che si tratta di patologie virali, e non batteriche. Esporsi allo spettro di azione antibiotico senza una reale necessità, o senza controllo medico, significa in molti casi favorire lo sviluppo di germi resistenti ai farmaci (e trasmissibili da un individui all’altro), rendendo più difficile la cura di infezioni anche banali.
Il 44% degli italiani assume almeno un antibiotico all’anno, 53 bambini su 100 e circa la metà degli anziani ne consumano addirittura più di sei nei dodici mesi, per una spesa che si aggira intorno ai 1.038 milioni di euro (nel 2009).

Per evitare complicanze, anche serie, è bene quindi prestare cautela: sconsigliata l’autocura e l’autodiagnosi, perché sono il medico può stabilire l’origine batterica o virale di una malattia e,di conseguenza, il tipo di farmaco più adatto. Inoltre bisogna rispettare le dosi e la durata della cura prescritta, perché sospendere i farmaci a sintomi spariti significa aver debellato i batteri più deboli ma anche permettere a quelli più resistenti di prosperare.

Per ogni dubbio o per avere informazioni più dettagliate si consiglia di chiamare il numero verde 800 57 16 61 o consultare il sito www.agenziafarmaco.it

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