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Apolloni dice sì al Gubbio. Anche per amore
Calcio

Apolloni dice sì al Gubbio. Anche per amore

Chi l’ha detto che gli uomini di una volta non esistono più. Nel mondo del calcio il vincolo matrimoniale conta eccome: chi non si ricorda di Zidane, che nel 2000 lasciò la Juve perché la signora Veronique aveva la nostalgia del mare (che comunque a Madrid non è ancora stato rintracciato) e più di recente come dimenticare il clamoroso no di Di Natale al Napoli per rispettare la volontà della signora? L’ultimo esempio arriva dalla Serie B dove il nuovo allenatore del Gubbio, il quarto stagionale, è Luigi Apolloni che sostituisce Marco Alessandrini, in panchina per appena tre gare, di cui una in coabitazione con Simoni, con un bilancio di un pareggio e due sconfitte, il bruciante 6-0 contro il Torino e quella maturata sabato scorso in pieno recupero contro il Livorno.

Apolloni, romano, 44 anni, un’onorata carriera da giocatore alle spalle con tanto di una finale mondiale, ed una da allenatore ancora in divenire, ha detto sì all’offerta del Gubbio, rifiutata in estate, anche per fare piacere alla moglie, nativa proprio di Gubbio.

Firmato un contratto fino a giugno con opzione in caso di salvezza. “Sono soddisfatto di tornare ad allenare perché questo è il sogno di ogni tecnico – è stato il primo commento di Apolloni, ultima esperienza lo scorso anno a Grosseto (appena sei partite)- Ho voglia di raggiungere l’obiettivo della salvezza“.

Chiara quindi la volontà della matricola umbra di non gettare la spugna nonostante una classifica sempre più difficile e soprattutto la depressione che sta gravando sull’ambiente tra la sfiducia nei confronti della società e le dure contestazioni alla squadra (sabato Büchel è stato “rincorso” fino a casa). La temperatura in società è comunque molto alta: la scelta di Alessandrini, appoggiata dal presidente Fioriti ma non dal ds Giammarioli, si è rivelata fallimentare e spettatore di tutto questo è Gigi Simoni, finora l’unico tecnico capace di garantire un rendimento quantomeno dignitoso. Smentite le voci di dimissioni di Giammarioli e Simoni, venerdì a Cittadella la squadra si giocherà tanto.

Ma non tutto: perché Apolloni ci crede. Anche per amore.

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