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Appalti: si indaga sui conti esteri

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L’inchiesta sui grandi appalti varca i confini italiani. I magistrati di Perugia e Firenze hanno avviato, infatti, una rogatoria urgente per il rintracciamento di eventuali “fondi neri” finiti all’estero dall’Italia. Gli accertamenti richiesti all’Ufficio Internazionale antifrode riguarderebbero, tra gli altri, il coordinatore del Pdl Denis Verdini.

Gli altri quindici nomi – per i quali i due procure chiedono accertamenti bancari e la confisca di eventuali beni – sono: l’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e suo figlio Camillo, i funzionari Angelo Balducci, Fabio De Sanctis, Mauro Della Giovanpaola, i costruttori Roberto Fusi e Diego Anemone. Ovvero tutta la cosiddetta “cricca” degli appalti truccati. La richiesta è stata fatta anche per il sacerdote Evaldo Biasini, noto come “don bancomat”, il quale è sospettato di aver custodito parte dei contanti destinati ai funzionari.


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