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Argentina: ora viene il bello

Vittoria sì, gioco ni. L’Argentina prosegue la sua corsa al Mondiale sudafricano sbarazzandosi anche del Messico negli ottavi di finale, ma l’albiceleste non riesce ancora a dissipare tutti i dubbi che la circondano.

Anche il successo sui centroamericani, bis di quello sempre agli ottavi di quattro anni fa, non può infatti mettere del tutto a tacere certe perplessità, come quella su un gioco non sempre fluido e su una certa difficoltà ad essere squadra.

Dopo essersi vista spianare la strada dalla clamorosa svista di Ayroldi, assistente di Rosetti che ha ignorato un evidentissimo fuorigioco di Tevez, la squadra di Maradona ha poi potuto gestire il risultato in scioltezza, grazie alla straordinaria qualità dei suoi palleggiatori. Al raddoppio c’ha pensato il terzino messicano Osorio, che ha gentilmente consegnato a Higuain il gol del primato solitario in classifica marcatori.

Spettacolari ma giunti ormai a partita finita i gol di Tevez e Javier Hernandez.

Venerdì contro la Germania (altro remake di quattro anni fa) servirà però di più: la velocità dei tedeschi metterà a dura prova la difesa argentina, che non potrà più basarsi solo sui propri fuoriclasse, anche se Messi aspetta ancora il primo gol. Il gioco si fa duro.


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