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Arianna Cimmino licenziata mentre è in coma: attivato l’Ufficio Antidiscriminazioni

Palazzo Chigi ha incaricato l'Ufficio Antidiscriminazioni di occuparsi del caso di Arianna Cimmino, licenziata mentre era in coma.

Arianna Cimmino ufficio antidiscriminazioni

Palazzo Chigi ha affidato all’Ufficio Antidiscriminazioni diretto da Triantafillos Loukarelis il caso di Arianna Cimmino, la donna licenziata da una cooperativa sociale mentre era in coma dopo un intervento di trapianto al polmone.

Arianna Cimmino: attivato Ufficio Antidiscriminazioni

Saremo al fianco di Arianna, vittima di una profonda ingiustizia in un momento così delicato della sua vita e della sua salute.

Abbiamo appreso solo ieri la sua storia di Arianna ma essendoci già un giudizio incardinato presso il tribunale, sarà difficile fare una mediazione“, ha spiegato il dirigente dell’Ufficio che crede comunque di poter essere utile alla causa facendo leva sugli aspetti reputazionali della cooperativa che ha tolto il lavoro ad un soggetto fragile e in difficoltà. L’udienza è stata spostata a gennaio 2022 ed è dunque difficile intervenire sul piano giudiziario, “ma in questi mesi faremo comunque di tutto per aiutare Arianna a riprendersi la sua vita“.

L’Ufficio in questione, rappresentato da una direzione generale all’interno del dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e contattabile al numero verde 800.90.1010, si è definito come una sorta di garanzia autonoma dei diritti umani. Come spiegato dallo stesso dirigente, si occupa di casi di discriminazione etnico razziale, sessuale e disabilità. Un’ attività di vigilanza ma anche culturale in collaborazione con tante associazioni del terzo settore.

Arianna Cimmino, attivato Ufficio Antidiscriminazioni: “Episodio grave”

Loukarelis ha spiegato che dopo il licenziamento Arianna è sprofondata in un incubo ed è stata privata dell’ultimo sostegno dopo aver trascorso una vita fatta di sofferenza e ospedalizzazioni. Episodio ancor più grave considerando che la cooperativa che l’ha licenziata mentre era ancora in coma dopo il trapianto di polmone ha nella sua missioni l’inserimento lavorativo dei disabili. Proprio su questo punto chiederà ai suoi collaboratori di fare degli accertamenti: “Se infatti l’aspetto economico è sicuramente importante, è ancora peggio far mancare a queste persone l’ identità sociale in cui si rispecchiano e si riconoscono“.

Arianna Cimmino: come si muoverà l’Ufficio Antidiscriminazioni

Nel caso di Arianna Cimmino, l’Ufficio ha intenzione di muoversi sulla reputazione della cooperativa stigmatizzando comportamenti inopportuni di cui resterebbe traccia nella rete. I datori di lavoro della donna hanno infatti dichiarato di aver avuto delle pesanti perdite economiche e allora dovrebbero dichiarare fallimento. Invece sembra che abbiano ottenuto nuove commesse importanti. Se è così, bisognerebbe agire sui committenti, come il Comune di Roma, “che non credo siano contenti di affidare un lavoro a chi tratta i suoi dipendenti in quel modo“.

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