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Arriva “Femme Fatale”. La nuova e la vecchia Britney a confronto. Recensione dell’album e degli show

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Anticipato dal martellante “Hold it against me” e dalla hit nuova di zecca “Till the world ends”, arriverà tra due giorni nel mercato italiano, “Femme Fatale”, settimo album in studio di Britney Spears.
Il lavoro nasce dalle ceneri di “Blackout” e “Circus”. Del primo prende le sonorità aspre e sintetiche, del secondo la positività e la voglia di “rinascita”.
Lontani gli anni bui di “Gimme more” Britney ci tiene a ricordare che è tornata.

Lo fa di nuovo, dopo aver già rimarcato ampiamente il concetto in “Blackout” (li si trattava di un falso allarme. Il sound oscuro dell’album ha segnato una nuova era del pop elettronico a cui la stragrande maggioranza delle principessine della musica commerciale hanno attinto negli anni seguenti ma le deludenti performance, i problemi privati e l’assenza di promozione hanno gettato il lavoro in un cono d’ombra, nome omen verrebbe da dire, offrendoci una Britney instabile e tutt’altro che “guarita”).

Il gran ritorno è avvenuto con Circus, album positivo e decisamente meno “aggressivo”, a cui è seguito un tour mondiale che ha spaccato in due lo stesso popolo dei fan. Spettacolo tanto maestoso quanto freddino. Gabbie dorate, acrobati, fiamme e giochi di prestigio a coprire brani elettronici in playback e contornati da mossette eseguite per lo più con la parte superiore del corpo.
Britney è come i suoi show e il circo diventa la metafora del suo stesso essere.

Un abbaglio fulminante che ti stordisce e ti impressiona per la sua magnificenza e per la grandezza che lo circonda ma è una scatola ben incartata ma (apparentemente) vuota.
Dietro quei body pieni di lustrini la gente ha imparato a vedere una donna autentica e consapevole delle sue fragilità e dei suoi limiti (peraltro autodenunciati in un documentario in cui la cantante si è totalmente messa a nudo) ma con una gran voglia di rifare e di rifare bene.
“Femme Fatale” spinge ancora più forte sull’acceleratore. E’ l’album della conferma e Britney si estremizza ancora di più nella sua immagine di super donna sexy (l’impressione che si ha è che siano gli stessi producer a volersi ostinare nel costruire attorno alla popstar un’aura di sesso e tristezza). Le foto promozionali e il booklet dell’album ci mostrano una Britney davvero in splendida forma, le performance eseguite ieri a Las Vegas e le dichiarazioni rilasciate nelle interviste ai settimanali aggiustano il tiro. La Spears è davvero una mangiatrice di uomini come i produttori ci vogliono fare credere o è la donna che dichiara di amare il gelato all’arancia e di imitare il dinosauro per far ridere i suoi figli?
britney spears hold it against me vdoBritney non è più la ragazzina di “Baby one more time” tutta divisa scolastica e coreografie snodate ma è una donna alla soglia dei trenta con due gravidanze alle spalle e un tunnel di problemi non indifferenti. Nell’esibizione di ieri al Rain Club di Las Vegas appare una Britney non “bona” ma “bella”. Bella nel suo nuovo corpo tonico e formoso, bella nelle sue espressioni di sincero entusiasmo e bella nell’impegno e nell’ energia applicate in coreografie che nemmeno lontanamente ricordano l’era di “Overprotected” ma che meglio si addicono alla nuova Britney.
Lei si è trasformata, come la sua musica, ma i suoi fan sembrano non volerlo fare quando restano ancorati a vecchi ricordi di una Britney che non esiste più. La colpa maggiore è dello staff che continua a cucire addosso alla popstar body striminziti e canzoni basate su orgasmi sintetici. Britney non è stata e mai sarà una cantante con la chitarra in mano e in “Femme Fatale” confeziona dei pezzi commercialmente perfetti.
L’album è un’iniezione di buonumore ed energia. E’ costellato di suoni innovativi e moderni che sembrano provenire da formule di ingegneria musicale. Bassi al massimo, effetti sonori da dolby surround. Britney canta (non fatevi ingannare dall’artificiale e perfetta distorsione delle basi, la sua voce è quasi sempre “intatta”) ma soprattutto ride, scherza, geme, fischia e quant’altro. “‘Till the world ends” scritta da Kesha apre il disco e ne fotografa l’essenza. Ascoltarla senza battere il piede o muovere la testa è impossibile. “Hold it against me” è uno dei pezzi più duri e sintetici ma sintetizza al meglio la chiave moderna del lavoro. “Inside Out” e “I wanna go” sono irresistibili e il disco scorre veloce quasi fosse un unico brano mixato da un bravo dj. Si arriva a “Criminal”, ultima traccia della versione standard e si attiva la modalità “cardio” del tapis roulant che ci ha fatto correre al massimo fino ad adesso. Britney torna al vecchio pop e canta su flauti e chitarre.
4 brani dance in più nella versione deluxe.
L’album uscirà in Italia martedì e negli Usa mercoledì. In Danimarca, Norvegia e Australia è arrivato lo scorso 25 Marzo debuttando in vetta a tutte le classifiche.

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