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In arrivo un altro aumento di Tasi e Imu
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In arrivo un altro aumento di Tasi e Imu

La scadenza per il versamento del saldo di Tasi e Imu per il 2015, prevista il prossimo, e vicinissimo, 16 dicembre, rischia di diventare il giorno dell’ennesimo salasso per i proprietari italiani di immobili.

Anzi, secondo quanto ha riportato ieri il Sole 24 Ore, il salasso è pressoché garantito.

Sulla base dei dati rilevati dal Caf Acli, il quotidiano economico milanese ha stimato che l’aumento medio della tassazione sugli immobili destinati a prima casa sarà vicino all’11% rispetto all’anno scorso, mentre sarà del 2%, con incrementi fino al 2.4% nel caso di immobili sfitti, per tutte le restanti abitazioni. Un rincaro complessivo che non si può che definire notevole, specie per quanto riguarda le abitazioni principali, sulle quali sembra concentrarsi la maggiore imposizione fiscale. Agli specialisti del settore non resta che annotare che, con il 2015, si registra il quarto anno consecutivo in cui governo o enti locali hanno apportato consistenti aumenti di tassazione, dettaglio peraltro di certo non sfuggito ai circa 25 milioni di proprietari di immobili presenti nel nostro paese.

Stupisce poi il fatto che gli aumenti siano diffusi su tutto il territorio nazionale, senza troppe differenze fra comuni piccoli e grandi e fra diverse tipologie di immobili.

“Dove il prelievo è più elevato” ha evidenziato il direttore del Caf Acli, il dottor Paolo Conti, “tende a esserlo su tutti gli immobili, come succede in genere nelle città sopra i cinquantamila abitanti. Ciò dimostra, però, il fallimento del federalismo, perché significa che le condizioni di finanza locale o i valori catastali impediscono di articolare una vera politica fiscale”. Un problema, quello sollevato da Conti, molto importante, perché mostrerebbe come alla base delle scelte in quest’ambito risultino prive di una solida base di dati. Il governo si sta occupando anche di riforma del catasto, questo è vero, e ha in linea di massima sancito in maniera chiara come la volontà politica sia quella di abolire la tassazione sulla prima casa (pur con le rimostranze e le precisazioni della minoranza Pd), ma la questione relativa alle casse degli enti locali è ineludibile, perché se Imu e Tasi aumenteranno davvero, significa che la loro abolizione, anche parziale, rischia di non essere tollerata e, quindi, potrebbe produrre aumenti di tassazione in altri settori, con invariato saldo a carico dei contribuenti.

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