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‘Arte essenziale’: la spoliazione del fare artistico, dalla nudità per apparire al mondo

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Arte essenziale a Reggio Emilia fino al 25 settembre
Arte essenziale
Karla Black, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, Thea Djordjadze, Jason Dodge, Francesco Gennari, Ian Kiaer, Helen Mirra
COLLEZIONE MARAMOTTI – MAX MARA
fino al 25 settembre
ingresso libero
Reggio Emilia

Arte essenziale non è una mostra di gruppo né una mostra a tema.

Suo intento è riunire un insieme di artisti – quasi tutti coetanei – che nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi dieci anni hanno tracciato una linea poetica comune, pur non dando vita alla costituzione di un gruppo.

Federico Ferrari (1969) ha enucleato e articolato questa poetica cercando, attraverso la definizione di ‘Arte essenziale’, di indicare per l’appunto una sensibilità condivisa che, al di là delle differenze di stile, di materiali e di pratiche compositive, lascia percepire l’apparizione di un’inedita e, allo stesso tempo, immemorabile attenzione alla genesi del gesto artistico, secondo una modalità radicale ed essenziale.

Arte essenziale mostra esattamente questa spoliazione del fare artistico che si spinge fino al proprio gesto iniziale, alla nudità stessa dell’apparire dell’opera e del mondo.

Ognuno degli otto artisti chiamati a partecipare a questa mostra lascia apparire, così come Ferrari nel suo testo inaugurale, una modalità differente di questo approccio, sottolineando il diverso sentire di un’arte alla ricerca della sua essenza.

Così le grandi superfici a terra o sospese di Karla Black (1972), gravide di una nuova cosmesi del mondo (le carte impregnate di prodotti di bellezza), fanno da contrappunto alla cosmogonia demiurgica di una materia, quasi implosa su se stessa, delle opere di Gianni Caravaggio (1968).

La geometrica e progettuale incandescenza delle opere artistico-architettoniche di Ian Kiaer (1971) entrano in crisi, in una crisi proficua, a fianco delle opere primarie e immediate di Thea Djordjadze (1971).

Così come le storie di Helen Mirra (1970), vissute e depositate nelle tracce di un cammino senza fine, risuonano con la fragilità, la grazia e l’inquieta instabilità delle sculture di Alice Cattaneo (1976).

E, infine, le materie inorganiche e organiche di Francesco Gennari (1973), in cui la morte si confonde con il nascere di nuova vita, mostrano inedite consonanze con l’intima e poetica opera di Jason Dodge (1969) alla ricerca di un filo che tessa una nuova storia nella quotidianità dell’esistenza.

Il percorso della mostra si delinea come un’esperienza attraverso questa molteplicità di approcci, concreti e poetici, alla vita quotidiana, all’aspetto più essenziale di ciò che ci accade – ad ognuno e a tutti – ogni giorno dell’esistenza.

Non è certo un caso che tutti questi artisti concepiscano il proprio gesto prevalentemente nella tridimensionalità, in una concretezza della materia, in una vita alla mano che oppone una resistenza ad ogni teoria e ad ogni fuga nella virtualità per aprirsi, invece, al senso di una esistenza che è nelle cose, nel tempo, per il tempo e con il tempo.

Arte essenziale è un gesto inaugurale, affidato a una generazione di artisti e intellettuali che – rifiutando tanto la violenza avanguardista del tabula rasa quanto l’estenuante epigonalità di un postmoderno che si riproduce identico in ogni luogo e in ogni momento, secondo le leggi del mercato e del marketing culturale – pone l’esigenza di un nuovo percorso etico e di libertà nel mondo e nell’arte.

La pubblicazione bilingue che accompagna la mostra, edita da Silvana Editoriale, è strutturata in otto capitoli dedicati agli artisti invitati ognuno dei quali ha effettuato una selezione iconografica del proprio lavoro e redatto uno statement specificamente per il progetto. Il libro/catalogo contiene inoltre un contributo teorico di Federico Ferrari.

La Collezione Maramotti prosegue con questa mostra l’attività progettuale esponendo opere realizzate ad hoc dagli artisti invitati che divengono parte della Collezione permanente con l’obiettivo di fondere pratiche di acquisizione e di accrescimento del patrimonio iconografico con quelle della sua fruizione pubblica e inaugura, per la prima volta, un progetto di produzione collettiva che sarà visibile, in seconda tappa, al Frankfurter Kunstverein di Francoforte dal 4 novembre 2011 al 1° gennaio 2012 (www.fkv.de).

Telefono per informazioni: +39 0522382484

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