Artisti sotto le due torri: l'essenziale Ester Grossi - Notizie.it
Artisti sotto le due torri: l’essenziale Ester Grossi
Bologna

Artisti sotto le due torri: l’essenziale Ester Grossi

L'America perfetta, immobile, di plastica di Ester Grossi

Al secondo appuntamento con Artisti sotto le due torri, Bologna Magazine ha il piacere di ospitare le opere di Ester Grossi.

Si tratta di un’artista giovane, e brillante il cui immaginario è largamente influenzato dal cinema:

Oltre ad una passione smisurata per autori come David Lynch, Roman Polanski o Ingmar Bergman, ho sempre subito il fascino di alcuni generi cinematografici come l’horror e il melodramma anni ’50 che per scelte stilistiche (ad esempio l’uso pittorico del colore ) o per la costruzione sperimentale della diegesi. Sto pensando al “vecchio” Dario Argento, Douglas Sirk o Jack Hill“.

Altro punto di riferimento è Andy Warhol, anche se guardando i quadri di Ester Grossi, è possibile ricostruire un legame con Hopper. “Penso che l’accostamento ad Hopper” – sostiene l’artista – “derivi da una similare atmosfera di sospensione del tempo. Per quanto riguarda l’uso del colore invece è capitato che sia uscito fuori, in alcune recensioni, il nome di Warhol.

Delle volte ho l’impressione che nella critica si scelga sempre la strada più facile o scontata. Il colore pop non è soltanto Warhol ma anche la Cappella Sistina dopo il suo restauro

Tappe fondamentali della sua carriera artistica sono state le esposizioni pensate ed organizzate dalla curatrice Chiara Ronchini – l’ultima presso il CAOS MUSEUM di Terni – come pure le copertine realizzate per una band bolognese, gli A Classic Education. In questo momento sta preparando con molto entusiasmo la mostra itinerante Funeral di cui vi daremo notizie.

Quella che vedete in questo post (in alto a sinistra), è l’opera My Own Private Idaho, la tela che ha dato inizio ad una serie interamente dedicata agli USA. “ L’America è un paese con il quale, come ogni brava europea, intrattengo un rapporto molto mediato e influenzato dal cinema. Il titolo sottolinea il legame con l’omonimo film di Gus Van Sant, nel quale il protagonista rivolge spesso lo sguardo verso il cielo e le nuvole, che rappresentano un momento di pausa e di speranza per un cambiamento.

Per questo motivo ho voluto introdurle, come elemento straniante, all’interno delle mie rappresentazioni di un’America perfetta, immobile, di plastica.

Per saperne di più su Ester Grossi:
www.myspace.com/estergrossi

www.behance.net/estergrossi

http://www.envelop.eu/shop/designers/p/detail/grossi-ester

Het there strangers, copertina del disco dei A Cassic Education, 2010
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