Assistente sociale arrestata: pazienti schiavi del sesso
Assistente sociale arrestata: pazienti schiavi del sesso
Cronaca

Assistente sociale arrestata: pazienti schiavi del sesso

abusi sessuali

La donna obbligava i pazienti ad avere rapporti sessuali con lei

Un assistente sociale usava i pazienti, che erano in cura presso il centro dove lavorava, come schiavi del sesso. La donna di 53 anni è stata arrestata.

La vicenda

La storia, che ha dell’impressionante, è accaduta presso un centro che si occupa di curare pazienti affetti da malattie mentali: una delle assistenti sociali della struttura tentava, in tutti i modi, di soggiogare i propri pazienti, fino a farli diventare degli schiavi del sesso. La storia di abusi è accaduta in America, più precisamente nello stato dell’Illinois; la donna accusata era originaria della cittadina di Elgin. Le accuse rivolte a Christy Lenhardt sono molto pesanti: l’arresto della donna è arrivato dopo un’indagine interna, avviata dopo le accuse di alcuni famigliari dei pazienti ospitati nel centro.

Nello specifico la donna è accusata di aver costretto, in vari modi, un giovane paziente ricoverato, ad avere degli incontri sessuali segreti nel suo ufficio e nella camera da letto del paziente, per quasi tre anni.

I primi ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i familiari del giovane paziente: la madre infatti ha raccontato che qualcosa nel comportamento di suo figlio era cambiato. L’assistente sociale, Christy Lenhardt non aveva il minimo scrupolo: quando l’uomo aveva iniziato a lamentarsi e, a chiedere di non vedere più l’assistente sociale, lei ha riferito al team di lavoro che il paziente stava diventando paranoico e aveva bisogno di farmaci più forti.

Le indagini più approfondite hanno fatto emergere il passato oscuro della donna: già in precedenza l’assistente sociale era stata denunciata ma nessuno era intervenuto per sospenderla dalle sue mansioni. Anche un’altro paziente del centro infatti ha riferito che la donna gli aveva fatto delle avance sessuali dal primi giorno di permanenza in struttura.

I precedenti italiani

Anche nel nostro Paese, negli ultimi anni si sono registrati dei casi simili: nel Settembre del 2017 un infermiere siciliano è stato accusato perché abusava dei pazienti sotto anestesia.

Le indagini erano partite dalla denuncia che aveva fatto una donna che si era svegliata in anticipo dall’anestesia. L’uomo, Giuseppe Maurizio Spanò, è stato condannato a nove anni di reclusione, esercitava la professione di infermiere nello studio di un noto gastroenterologo della città di Marsala. Spanò è stato incastrato dalle registrazioni effettuate dalle videocamere di sorveglianza, installate dai Carabinieri, durante le indagini. Un particolare scabroso è emerso durante l’inchiesta: l’uomo avrebbe salvato sul computer dell’ambulatorio alcuni filmati e foto degli abusi.

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