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Aste: mai come ora si sono raggiunte cifre record
Economia

Aste: mai come ora si sono raggiunte cifre record

Negli ultimi anni, in particolar modo negli ultimi mesi, si è sviluppato una fortissima vendita all’asta di tesori cinesi con cifre da rimaner storditi. I nuovi ricchi provenenti dalla Cina si sono lanciati all’inseguimento delle aste di New York, Londra, Hong Kong, disintegrando ogni record, pur di portare a casa esemplari introvabili dell’impero cinese. Il mercato dell’arte, in particolare quello cinese, è cresciuto tantissimo e ha subito un rialzo vertiginoso, svuotando le vecchie collezioni europee e nord americane.
Indubbiamente, si presenta il rischio di confidenza eccessiva dei venditori, spinti da una forte avidità e da una continuo desiderio di vendita.
Andando ad analizzare attentamente i lotti messi sul mercato, si denota una lievitazione dei prezzi fino che va a raggiungere cifre da capogiro, rivelando l’imprevedibilità totale del traffico in atto. In alcuni casi può succedere che i pezzi più pregiati passano sotto silenzio, senza accorgersi del loro reale valore economico e artistico.
Nella capitale finanziaria cinese, Hong Kong, il 7 ottobre 2010 il pezzo che ha segnato il record è stato un vaso cinese che ha impresso all’esterno il sigillo imperiale di Qianlong, venduta da Sotheby’s.

Il vaso era uno dei tredici pezzi dell’asta di una collezione appartenuta a J.T. Tai. Quest’ultimo, noto antiquario cinese, che nasce come apprendista dallo zio Wuxi, in un antica città del sud nel delta del Chang Jiang. Dopo la salita al potere di Mao che decretò la chiusura dei mercati internazionali, si trasferi ad Hong Kong diventando uno tra i più famosi mercanti d’arte, acquisendo la fiducia incondizionata di rivenditori come Avery Brundage e Arthur Sackler.
Per questo, la prestigiosa casa d’aste londinese ha riservato un trattamento speciale, raccogliendo i prestigiosissimi vasi della collezione, dedicandogli un catalogo a parte. Il vaso meno prestigioso è quello che ha suscitato il maggior interesse per la platea dell’asta. Questo, forse, è dovuto alla sua provenienza, Fonthil House; dove viveva uno dei più grandi miliardari d’Inghilterra dell’epoca vittoriana, Alfred Morrison, che aveva raccolto centinaia e centinaia di pezzi dei tesori cinesi, facendolo diventare un vero e proprio patrimonio. Gli eredi lo vendettero a Christie’s nel 1971, ma il suo nome, la sua storia e soprattutto la sua provenienza segnano ancora oggi un forte richiamo, tanto da consideralo uno dei pezzi forti dell’asta.
La platea ha seguito il gioco al rialzo, arrivando a toccare cinque volte oltre il suo valore reale, il martelletto si è fermato a 24 milioni di euro e lo si è aggiudicato la signora Alice Cheng, nota collezionista di Hong Kong.
Chi è rimasto a bocca asciutta ha aspettato le aste successive cercando di rifarsi, se così si può dire, e ha preso altri pezzi pregiati per un valore circa di 63 milioni di euro, il compratore è rimasto sconosciuto e si vocifera che sia un cinese.
Ormai Christie’s e Sotheby’s hanno innestato un meccanismo che consegue degli ottimi risultati, mettendo in risalto le collezioni di provenienza, quindi richiamando una gran quantità di gente alle loro aste. I cataloghi sono la vetrina per eccellenza delle case d’asta londinesi, e alla voce stima, alcune volte risulta esserci la dicitura «Solo su richiesta».
Christie’s e Sotheby’s riservano ai loro clienti più affezionati un attesa giustificata, per il fatto che hanno lasciato intendere che da un momento all’altro sarebbero arrivati pezzi molto importanti da Hong Kong, mandando in fibrillazione i compratori e rendendo snervante l’attesa dell’asta.
Ormai l’acquisto del porcellanato cinese, storicamente datato, segna un passo importante nell’economia globale, perché sembra di aver risvegliato il desiderio di comprare ai grandi magnati dell’industria, rimettendo in moto la voglia di impossessarsi di collezioni di primissima qualità o di pezzi provenienti da raccolte appartenute a famiglie che hanno segnato la storia del mondo.
Tutto questo dimostra che le aste hanno un cuore capriccioso e imprevedibile, per venditori e acquirenti.

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