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Atletico Roma, Ciaccia rilancia: “Saremo ripescati in B”

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Errata corrige.

Non più tardi di poche ore fa si era scritto in merito al silenzio assordante della dirigenza dell’Atletico Roma dopo l’esclusione dal campionato di Prima Divisione. Ma evidentemente si trattava solo di una, lunga, fase di riflessione prima della reazione. Che, studiata nei dettagli, ha prodotto dichiarazioni esplosive e, francamente pure un po’ surreali. “L’Atletico Roma giocherà il prossimo campionato di Serie B” la frase ad effetto di Mario Ciaccia.

Sì, Serie B non è un refuso: questa la convinzione espressa dal presidente durante la visita alla redazione del Corriere dello Sport, utile per chiarire le dinamiche di un’esclusione a suo dire parziale ma che ha comunque prodotto molto rumore.

Il motivo del possibile ripescaggio? “Le gravi irregolarità riscontratesi nell’ultimo campionato di Prima Divisione, in merito ai quali sono stato appena ascoltato da uno dei vice di Palazzi: confido che ci venga fatta giustizia”.

Intanto il ricorso avverso all’esclusione decretata dal Consiglio Federale è stato appena inoltrato seppure non al Tnas bensì all’Alta Corte di Giustizia del Coni ed il presidente confida che gli venga data ragione su tutta la linea ritenendosi vittima di una truffa in merito alla fidejussione (“Ci siamo affidati ad un broker senza sapere che dietro ci fosse qualcosa di poco chiaro”) mentre per quanto riguarda lo stadio è ufficiale la nuova virata in direzione Rieti.

Tutto bene quel che finisce bene? Chissà, ma l’impalcatura dei sogni sembra destinata a sgonfiarsi. Perché se riguardo alla fidejussione il calcio italiano ha già un’ampia giurisprudenza e non si escludono toppe peggiori dei buchi, ovvero la possibilità di presentarne una nuova, le nuove regolamentazioni in materia di stadi sembrano lasciare poche speranze. A meno della solita deroga all’italiana che permetterebbe di utilizzare un impianto fuori Provincia. Dulcis in fundo, il ripescaggio: ammesso che le suddette “gravi irregolarità” nell’ultima Prima Divisione si riferiscano al caso-scommesse e non ad altre questioni attualmente sconosciute ai più, risulta difficile comprendere perché a trarne nocumento dovrebbero essere Nocerina e Juve Stabia, che la loro promozione se la sono meritata sul campo senza entrare in storiacce di intercettazioni o simili. Ma le vie del pallone sono infinite…

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