Attentato di Barcellona: il racconto di Martina, compagna di Bruno Gulotta
Attentato di Barcellona: il racconto di Martina, compagna di Bruno Gulotta
Cronaca

Attentato di Barcellona: il racconto di Martina, compagna di Bruno Gulotta

bruno gulotta

Ha raccontato nei dettagli quanto accaduto sulla Rambla, Martina, la compagna di Bruno morto nell'attentato di Barcellona. La drammatica ricostruzione

Una ricostruzione dei fatti drammaticamente lucida, per spiegare che Bruno non è morto da solo e che, prima di perdere la vita, ha guardato per l’ultima volta negli occhi la sua Martina. E’ stata proprio la compagna del giovane morto sulla Rambla nell’attentato terroristico di Barcellona, a rompere il silenzio e raccontare quanto accaduto in quei terribili ed interminabili minuti. Lo ha fatto attraverso la pagina Facebook di Tom’s Hardware, l’azienda nella quale Gulotta lavorava e che, dopo la sua morte, ha attivato una raccolta fondi via Paypal per supportare la moglie ed i figli di Bruno dal momento che Martina non lavora. “Passeggiavamo sulla Rambla – spiega Martina – Bruno teneva per mano Alessandro e io spingevo il passeggino con dentro Aria. Eravamo lì da qualche minuto quando ho sentito tante urla e mi sono voltata. Ho visto il furgone che puntava su di noi. È stato un attimo. Davanti eravamo bloccati da un palo e un albero, ci siamo messi a correre verso la strada.

Bruno ha spinto Alessandro verso di me e io l’ho afferrato. Il furgone ha sfiorato me e Alessandro e ha preso Bruno in pieno. L’ho visto per terra. Mi sono chinata su di lui e ho gridato, ho chiesto aiuto, era vivo. Gli ho detto ‘amore ti prego non mi lasciare, mi è sembrato di vedere un guizzo nei suoi occhi. Penso che mi abbia sentito”.

La testimonianza shock di Martina Sacchi, cosa è accaduto dopo il passaggio del mini van?

Martina Sacchi prosegue nella sua dettagliata testimonianza, spieganddo che poco dopo sono giunti i “i poliziotti con le armi in pugno, mi hanno portato via di forza, dicevano che i terroristi erano ancora lì. Intanto i medici tentavano la rianimazione. Io e i bambini siamo stati scortati verso un albergo lì davanti e chiusi a chiave all’interno. Dalla vetrata dell’hotel ho continuato a vedere cosa accadeva. Mi sembrava un film dell’orrore. Piangevo, gridavo.

Alessandro era scioccato. La padrona dell’albergo ha provato a confortarci, ma io pensavo solo a tornare accanto a Bruno. Sono riuscita a uscire dalla porta secondaria, l’ho raggiunto proprio quando i medici hanno detto ‘es muertò e lo hanno ricoperto con un telo. Dopo qualche minuto è arrivato mio cognato Lorenzo”. Il fratello di Bruno, 24 anni, si trovava infatti a Barcellona da alcuni giorni. Poi Martina aggiunge: “Dovevo chiamare in Italia, avvertire i parenti e i colleghi di Bruno. Avevo recuperato il suo borsello, dentro c’erano tutti i nostri documenti e il telefono.

Nello schianto era volato via. Si era rotto il display, il touch non funzionava ma i numeri erano tutti lì dentro e allora ho provato con l’assistente vocale. Le linee erano sovraccariche, ho provato più e più volte e alla fine ci sono riuscita. Il papà di Bruno, mia madre e poi gli amici di Tom’s Hardware.

Ho chiesto a tutti di non far trapelare la notizia, non avevo il tempo e la forza di parlare con nessuno. Poi il mattino dopo ho saputo che c’erano state indiscrezioni, che in rete qualcuno aveva fatto il nome di Bruno. Ho chiesto agli amici di Tom’s Hardware di aiutarmi affinché si parlasse di Bruno in termini corretti, di evitare sciacallaggi mediatici”.

“Vivrò per ricordare ai miei figli quanto era meraviglioso Bruno”

Poi, terminato il racconto, è il momento del ricordo: “Vivrò per ricordare ad Alessandro e Aria che uomo meraviglioso era loro padre. Lavorava tanto ma la sua famiglia era tutto. Non ci ha mai fatto mancare nulla. È morto da eroe. Un eroe silenzioso e discreto, com’era nel suo carattere. Lo ha detto anche monsignor Angelo Cairati, nella sua omelia durante i funerali. Sai, studiava da ingegnere informatico. Aveva dovuto interrompere per mandare avanti la famiglia ma era intenzionato a riprendere al più presto.

Non ce l’ha fatta. Uno dei suoi sogni, invece, si è già realizzato. Voleva mandare i bambini alla scuola montessoriana ma non potevamo permettercelo. La coordinatrice della scuola Montessori di Castellanza, Viviana Colombo, è stata immediatamente disponibile. Un dono immenso, e immagino che non sia stato facile per lei affrettare i tempi della burocrazia. Quanto a me – concludde Martina – al più presto cercherò un lavoro non appena Alessandro e Aria si saranno ambientati alla scuola materna e all’asilo nido. Il denaro generosamente raccolto da voi di Tom’s Hardware, l’altra famiglia di Bruno, mi permetterà di non far mancare nulla ai bambini. Come avrebbe voluto Bruno. Grazie di cuore, ho sentito affetto e vicinanza, c’è tanta umanità nel mondo, non solo odio e cattiveria. Voglio anche dedicare un pensiero affettuoso alla fidanzata e ai familiari di Luca Russo, il giovane di Bassano del Grappa che è stato ucciso a Barcellona insieme con Bruno.

Il loro dolore è il mio dolore”.

© Riproduzione riservata

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