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Attentato di Manchester: tutti gli eroi di quella notte

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Per la strage di Manchester che è costata la vita a 22 persone, per la maggior parte giovani, tantissimi si stanno dando da fare per aiutare, per stare accanto alle persone in questi attimi di paura e di terrore. Dai fiori alle tazze di tè ai donatori di sangue, sono moltissimi i gesti di solidarietà, simbolo di questa tragedia.

I social si sono prodigati con manifestazioni e messaggi di cordoglio e di affetto per le vittime e le loro famiglie.

Nonostante la tragedia, i cittadini non si fermano e continuano a lottare. Sono tantissimi ad essersi adoperati per portare aiuto e mostrare la loro solidarietà in modo che nessuno si senta solo. Sono semplici cittadini che con i loro gesti, come un rabbino che porta il tè a un poliziotto, sono la nota positiva di questa tragedia.

Tra gli eroi di Manchester, ve ne segnaliamo alcuni che meritano una menzione speciale.

immagini.quotidiano.net

Paula Robinson, considerata un vero e proprio angelo. E’ riuscita a salvare 50 bambini in seguito all’attentato.

Appena si è sentita l’esplosione, era alla metropolitana insieme al marito. In una intervista, ha raccontato quegli attimi: “Siamo corsi fuori e in pochi secondi abbiamo visto ragazzi e bambini che correvano insieme a noi”. La donna, insieme al marito, ha preso tutti i bambini e li ha salvati portandoli con sè vicino all’hotel. Ha poi mandato tantissimi messaggi e tweet dicendo dove si trovava con i bambini. Da quel momento è stato soprannominata Angel, angelo, appunto.

Aj Sing è un altro degli eroi di Manchester. Aj Sing è un tassista di origine indiana. Grazie al suo taxi, è riuscito a portare tantissimi feriti che cercavano i loro familiari. Appena ha sentito l’esplosione, si è precipitato con il suo taxi e ha viaggiato per tutta la notte trasportando feriti in ospedale e non facendo pagare la corsa. La sua foto, su Twitter, è diventata virale e si è fatto conoscere in tutto il mondo. A Channel 4, una trasmissione britannica, ha raccontato la sua esperienza. “Ho cercato di aiutare dove c’era bisogno. C’erano persone che cercavano i propri cari, li ho portati all’ospedale. Non avevano soldi e non c’erano altri mezzi di trasporto in città, tutte le strade erano chiuse. Poco importa chi sia stato a fare questo. Noi siamo uniti e nelle situazioni difficili ci avviciniamo ancora di più”. In base al suo intervento e al suo gesto di aiuto, molti tassisti si sono adoperati seguendo il suo esempio e dandosi da fare per gli altri.

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Chris Parker è uno dei senzatetto che si è adoperato per aiutare gli altri in seguito all’esplosione. L’uomo di 33 anni, stava elemosinando vicino al foyer della Manchester Arena quando ha sentito gli spari. L’uomo ha salvato molti bambini e ne ha visti altri, sporchi di sangue. Ecco la sua testimonianza. “Sono stato scaraventato a terra e quando mi sono rialzato ho visto che c’erano dei corpi sul pavimento. C’erano un sacco di bambini coperti di sangue, piangevano e urlavano. Ho visto una bambina senza gambe. Non sapevo cosa fare, l’ho avvolta in una maglietta delle bancarelle e le ho chiesto dove fossero i genitori. Poi l’ho portata nella prima ambulanza che ho trovato”. Racconta di una donna morta tra le sue braccia per la quale non è riuscito a trattenere le lacrime.

La storia di questo senzatetto è stata poi raccontata nei vari giornali locali. Molti si sono emozionati per la sua storia e hanno deciso di aprire una raccolta fondi online. Inoltre, vorrebbero aiutarlo a trovare un luogo sicuro dove dormire in modo da non passare più i giorni in strada.

Un altro volto della tragedia porta il nome di Mounir Hakimi, un chirurgo contattato per operare una vittima dell’attacco. Un chirurgo che ha operato anche in zone di guerra, come la Siria. E’ lui stesso a raccontare la sua esperienza. “In Siria ho trattato lo stesso tipo di ferite. È straziante vedere lo spargimento di sangue – ha aggiunto. “I bambini sono innocenti e non dovrebbero pagare il prezzo del terrorismo”.

Proprio come è successo a Parigi, moltissimi si sono prodigati per aiutare fornendo un posto letto, una connessione wifi o una presa per ricaricare il telefono. Come non emozionarsi davanti a un rabbino che offre una tazza di tè a un poliziotto. Sono gesti di solidarietà che spazzano via la follia del terrorismo e della paura. Sono gesti semplici che fanno capire quanto la vicinanza e la solidarietà possano fare molto.

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Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.


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Simona Bernini

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