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Aumenta l’Imu
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Aumenta l’Imu

I Comuni hanno avuto mesi per decidere se aumentare l’aliquota dell’Imu, ma molti hanno preferito aspettare l’ultimo momento. Il limite entro il quale si può ritoccare l’imposta è fissato per il 31 ottobre. Molti cittadini riceveranno una stangata in extremis: a un mese e mezzo dalla sua scadenza (il 17 dicembre) il saldo potrebbe essere molto più salato dell’acconto.

Entro mercoledì altri 14 capoluoghi di provincia si aggiungeranno alla lista di quelle che già hanno spinto l’aliquota fino al limite massimo dell’1,06%. Sale così a 46 il numero dei capoluoghi che ha scelto un prelievo pesante: quasi uno due. La batosta arriva per già sulla casa principale in otto città: Agrigento, Alessandria, Caserta, Catanzaro, Messina, Parma, Rieti e Rovigo. L’elenco si allunga se si considera l’aliquota ordinaria (che vale per tutti gli altri fabbricati).

Per molti capoluoghi si tratta di un cambio in corsa
: l’acconto versato a giugno aveva un’aliquota più bassa rispetto al saldo che scadrà a dicembre.

Ecco allora che la rata potrebbe avere un aumento secco (deciso a 50 giorni dalla scadenza). In alcuni casi il saldo arriverà a costare il 55% in più dell’acconto. Un po’ come se un grande magazzino vendesse un televisore con rate da 50 euro al mese e, sei mesi dopo, chiedesse poi di “arrotondare” l’ultimo pagamento a 77 euro.

La scelta demandata ai comuni ha portato inevitabilmente a differenze di aliquota tra capoluogo a capoluogo. A oggi i più fortunati sono gli abitanti di Brindisi, Pordenone, Ragusa (che però non escludono ritocchi dell’ultimo minuto), Prato, Gorizia, Matera. In queste città l’aliquota è allo 0,76%. Molte hanno scelto di arrivare allo 0,96%. Ma, come detto, quasi un capoluogo su due ha scelto la percentuale massima consentita dell’1,06%. Questo è il loro elenco:

Agrigento-Alessandria-Ancona-Bari-Bergamo-Bologna-Brescia-Campobasso-Caserta-Catania-Chieti-Fermo-Firenze-Foggia-Frosinone-Genova-Latina-Lecce-Lucca-Macerata-Messina-Milano-Modena-Napoli-Novara-Palermo-Parma-Perugia-Pesaro-Pescara-Pisa-Potenza-Ravenna-Rieti-Roma-Rovigo-Salerno-Savona-Siena-Taranto-Teramo-Torino-Trapani-Venezia-Verona.

La confusione con cui ci si avvicina alla scadenza del 17 dicembre aveva fatto impotizzare un rinvio.

Ma il ministro dell’Economia Vittorio Grillo ha smentito: “Le scadenze sono quelle previste e restano quelle: si metterebbero a rischio gli obiettivi di deficit”.

Fonte: Affaritaliani

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