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30/07/2017 | di Alessandra Boga

Australia, il premier annuncia: “Sventato attentato su un aereo”

All’aeroporto di Sydney, in Australia, la polizia ha sventato un attentato terroristico di matrice islamica su un aereo in volo. Lo ha detto il premier australiano Malcom Turnbull.

Indagini
Polizia sul posto

Il fatto e i primi sviluppi

In Australia le forze dell’ordine hanno sventato un attentato esplosivo con un ordigno rudimentale su un aereo in volo, decollato “da un grande aeroporto”. Lo aveva rivelato il quotidiano Sydney Morning Herald e poi è arrivato l’annuncio-conferma del primo ministro Malcom Turnbull.

L'annuncio

Un’operazione di polizia è iniziata la notte scorsa e all’alba di oggi, domenica 30 luglio, sono scattate le perquisizioni di alcune abitazioni e gli arresti di quattro presunti terroristi alla periferia di Sydney, nei sobborghi Surry Hills, Lakemba, Wiley Park e Punchbowl. E’ stata rafforzata la sicurezza in tutti i principali aeroporti australiani.

Schierati

I dettagli

4 arresti

Il premier australiano Malcom Turnbull ha dichiarato: “Posso riferirvi che l’azione di ieri sera è stata una vasta operazione antiterroristica per sventare un piano per abbattere un aereo”, spiegando la maggior messa in sicurezza che è stata decisa per gli aeroporti ed esortando i passeggeri a giungervi prima, per gli opportuni controlli. Il commissario della polizia federale, ha affermato che è stato bloccato un attentato terroristico di matrice islamica. L’ordigno da far esplodere è stato rintracciato in una casa in Cleveland Street, nella quale gli agenti hanno fatto irruzione con maschere antigas. E’ stata inoltre perquisita una casa in Speroule Street, nei pressi della Stazione di Lakemba. All’indagine si è arrivati grazie ad informazioni d’intelligence, ma non è stato specificato se l’aereo che i terroristi volevano colpire, forse nazionale od internazionale.

I precedenti

Anche l’Australia era stata già colpita dal terrorismo islamico: solo un mese fa, a Melbourne, quartiere di Brighton, un uomo di origine somala aveva preso in ostaggio una donna ed ucciso tre agenti prima di essere ucciso a sua volta dalla polizia in una sparatoria.

L’attentato era stato rivendicato dall’Isis attraverso la sua “agenzia di stampa”, Amaq: “L’attacco a Melbourne, in Australia, è stato realizzato da un soldato dello Stato islamico in risposta agli inviti a prendere di mira gli Stati della coalizione”, recitava il comunicato. Precedentemente lo stesso terrorista aveva telefonato ad una TV locale, annunciando di agire “in nome di al Qaida e dell’Isis”.

In mano la bandiera nera

A metà dicembre 2014, invece, sempre a Sydney, in una cioccolateria di Martin Palace, il Cafè Lidt, un uomo che si dichiarava imam, aveva preso in ostaggio 17 persone per 16 ore e poi ha ucciso due ostaggi, il titolare del locale e una cliente prima di essere colpito a morte dalla polizia. Altri gli attentati sventati nel Paese

Due ostaggi uccisi


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