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Avicii, nessun sospetto criminale sulla sua morte
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Avicii, nessun sospetto criminale sulla sua morte

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Avicii, nessun sospetto criminale sulla sua morte

Pare non ci sia stato nessun intento criminale dietro la morte del DJ Avicii.

Si continua a parlare della tragica morte di Avicii, il dj 28enne di origini svedesi, che era considerato tra i più grandi al mondo nel suo campo.

La morte di Avicii

Avicii, vero nome Tim Bergling, era un dj svedese che godeva di grandissima fama. Nel suo campo, infatti, era considerato uno dei più talentuosi artisti al mondo. Stimato, ammirato e considerato tra gli artisti con maggiore estro negli ultimi anni, è deceduto lo scorso 20 aprile.

L’annuncio della sua morte, diffuso con un comunicato da parte della famiglia, aveva destato inzialmente qualche perplessità rispetto alle cause del decesso.

Si temeva, infatti, almeno nelle prime ore dopo la notizia, che si fosse trattato di una morte poco chiara, dietro la quale potesse esserci un piano criminale o, più semplicemente, qualcosa legato ad affari di tipo losco. Così, però, non è stato, e rispetto a questa affermazione c’è una precisa certezza.

Nessun sospetto sulla morte di Avicii

Una fonte delle forze dell’ordine che fa capo all’Agence France-Presse, avrebbe riasciato una dichiarazione al sito TMZ, confermando che non vi è alcun sospetto criminale nella morte del giovane Tim Bergling.

Il dj 28enne, infatti, avrebbe subito ben due autopsie, eseguite sia venerdì 20 che sabato 21 aprile, e hanno portato alla conclusione che non c’è alcun sospetto criminale.

Il decesso del giovane Avicii, infatti, non nasconderebbe nulla di losco o poco chiaro, anche se al momento non sono state ancora rese note le cause della sua morte. Non è ancora chiaro, infatti, come sia avvenuta, e non c’è stato alcun comunicato ufficiale a tal proposito.

Le notizie, dunque, arricchite di questo nuovo particolare, risalgono all’annuncio del decesso di Avicii, che è stato trovato morto in Oman, paese della Penisola araba, lo scorso 20 aprile, in mattinata.

Le ultime ore di Avicii

A quanto più volte riportato dai media, il dj svedese sarebbe stato visto uscire su uno yacht con alcuni amici nella giornata, quella che ha preceduto la sua morte, che poteva essere assolutamente ordinaria e abbastanza solita rispetto alle abitudini del 28enne.

Le preoccupazioni e i dubbi sulla sua morte, nascono però da un motivo preciso: a quanto pare, infatti, Avicii aveva problemi con l’alcol, e le sue condizioni di salute non erano stabili.

Viveva, pare, periodi della sua vita piuttosto altalenanti.

È stata dunque questa consapevolezza a far crescere alcuni dubbi sui motivi della sua morte, portando alla luce una stabilità mentale da tempo carente e, spesso, preoccupante. Nonostante questo, però, il giovane dj non soffriva di nessun disturbo che potesse far pensare al tragico epilgo di cui è stato vittima.

Avicii

I disagi di Avicii

Forse, ma potrebbe essere solo una speculazione che ha preso il via dal documentario True Stories incentrato sulla vita di Avicii, il giovane non si sentiva del tutto a suo agio vivendo sotto i riflettori. Il ragazzo, infatti, in quell’occasione decise di raccontarsi, di mettersi a nudo, descrivendo quale impatto avesse avuto la fama sulla sua vita.

A quanto pare non si sentiva propriamente a suo agio, visto che descriveva la notorietà e l’attenzione mondiale come qualcosa di oscuro che ormai lo aveva avvolto suo malgrado. Un disagio, quindi, palpabile e riconosciuto, che non doveva essere facile da sopportare.

Le cause della morte

A questo punto non rimane che aspettare per sapere cosa è successo al giovane dj.

Perché è morto, se si poteva evitare, se era condannato, se il suo malessere, quello mostrato quando parlava di sé, ha influito o meno sul tragico epilogo di cui è stato protagonista così giovane.

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