Babbo Natale: la vera storia
Babbo Natale: la vera storia
Cultura

Babbo Natale: la vera storia

Babbo Natale

Babbo Natale è, per tutti, il rubicondo nonnino, vestito di rosso. Con la slitta e le renne, ogni Vigilia di Natale, porta in dono i regali richiesti dai bambini di tutto il mondo.

Babbo Natale è uno dei personaggi più amati al mondo, soprattutto dai bambini. La sua figura porta con sé varie leggende e storie. Ogni Paese, però, ne racconta una diversa.

Babbo Natale: la vera storia

Babbo Natale è per tutti il grosso uomo con la barba lunga e bianca, vestito di rosso. Con la slitta e le renne, ogni Vigilia di Natale, porta in dono i regali richiesti dai bambini di tutto il mondo. Questo è per tutti Babbo Natale, il brav’uomo che vive al Polo Nord. Eppure, dietro questo personaggio vi è una lunga storia e molte leggende. Babbo Natale rappresenta San Nicola, uomo molto amato dai cristiani. Nasce a Patara, in Licia, nel 280 d.C. San Nicola è stato un grande difensore della religione cristiana, per la quale fu anche imprigionato (e liberato solo dopo l’emanazione dell’Editto di Milano, nel 313). Fu vescovo di Mira, cittadina romana a sud dell’Asia Minore (Turchia). Dopo la sua morte, nel 350 ca., il 6 dicembre, divenne molto popolare, grazie anche ai molti miracoli che gli furono attribuiti.

Il protettore dei bambini

Perché è diventato il protettore dei bambini? La risposta deriva da due leggende che si diffusero in Europa intorno al 1200.

Nella prima leggenda si racconta del vescovo Nicola che salva tre ragazze dalla prostituzione inviando al padre tre sacchi d’oro, in modo che possa saldare i suoi debiti e fornire una dote alle figlie. Nella seconda leggenda, Nicola scopre che il proprietario di una locanda ha ucciso tre ragazzi, li ha fatti a pezzi e ne ha servito la carne. Nicola non si limita a scoprire il delitto, ma riporta in vita anche le vittime; ecco perché è considerato il protettore dei bambini.

Da San Nicola a Babbo Natale

L’immagine che è stata creata del noto santo, non corrisponde, però, esattamente a quella che abbiamo di Babbo Natale. Inoltre, non è chiaro come questo santo si sia spostato al Polo Nord e perché sia associato al Natale. Infatti in molti paesi del nord Europa San Nicola è festeggiato il 6 dicembre, con tanto di tradizione dei regali ai bambini. Nel nord Europa il culto di San Nicola è divenuto Santa Claus (corruzione di Sanctus Nicolaus); venne esportato nel Nuovo Mondo come Santa Claus e Sinterklaas.

Ma siamo ancora lontani dall’immagine odierna di Babbo Natale. Solo nell’ottocento, e grazie all’opera di alcuni scrittori, si trasforma il Natale nella festa che è oggi, simboleggiata dal rubicondo nonnino. La penna degli scrittori americani plasmò quella che è oggi l’immagine di Babbo Natale. Si recuperò la leggenda di San Nicola, ma svuotata di ogni significato religioso. Santa Claus diventa così l’omone allegro che porta i regali ai bambini buoni.

L’immagine odierna

Tuttavia, almeno fino alla fine dell’ottocento, l’immagine di Babbo Natale è ancora molto confusa. Sarà grazie all’opera del vignettista Thomas Nast che si affermerà l’immagine che tutti abbiamo scolpita nella mente, quella di un Babbo Natale, Santa Claus, o Sinterklaas che vive al Polo Nord e, con la sua slitta trainata da renne, porta i doni ai bambini di tutto il mondo. E’ l’omone dolce e paffuto, con una lunga barba bianca e guance rosse; di rosse vestito e con un buffo cappello.

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