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Babysitter in aula

A Trieste hanno intuito che abbandonare l’università è dannoso, sia per la persona che per la società. Ecco allora l’ateneo che viene incontro agli studenti in tutti i modi e il babysitteraggio, che partirà a novembre è una delle novità più sorprendenti.
Si sa che in un momento di crisi come questo, è fondamentale ridurre la dispersione scolastica, ma sopratutto ridurre gli abbandoni nelle università. I tempi lunghi, le tasse universitarie, i posti di lavoro che mancano, scoraggiano sempre più i giovani. Le università da qualche anno, cercano di far fronte, almeno in parte, a questo attraverso l’erogazione di borse di studio e servizi per coloro che hanno qualche difficoltà economica. Un modo per cercare di portare molti studenti al termine degli studi.
Spesso ciò che ostacola il regolare corso di studi, è anche la famiglia.

Sempre più giovani coppie cercano di conciliarvi lo studio. Anche coloro che non sono più giovani, ma che decidono di iscrivesi all’università dopo in trent’anni, trovano delle difficoltà nel gestire entrambi le situazioni. L’università di Trieste, a anche quella di Udine, hanno deciso di venire incontro ai proprio studenti attraverso l’istituzione di un babysitteraggio durante le lezioni, in modo da dare la possibilità ai giovani e non solo di poter frequentare regolarmente. Un supporto fondamentale, se si considera che la maggior parte degli abbandoni dell’università è dovuto anche a motivi familiari. Oltre a questo servizio, sarà disponibile per le mamme anche un sostegno psicologico. Percorsi di gruppo indirizzati all’orientamento di un nuovo modo di studiare, attraverso la conciliazione dei figli.


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