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Bambina abbandonata in Ucraina, la decisione del tribunale dei minori di Torino: sarà adottata

La bimba nata in Ucraina con tecniche di maternità surrogata e abbandonata dai genitori biologici sarà adottata: l'ha deciso il tribunale dei minori.

Maternità surrogata, sarà adottata la bimba abbandonata dai genitori in Ucraina

La bambina abbandonata in Ucraina dai genitori biologici italiani sarà adottata: è questa la decisione presa dal tribunale dei minori di Torino, che ha aperto una procedura di adottabilità nei confronti della piccola. Quest’ultima, di appena un anno e 4 mesi, è nata con tecniche di maternità surrogata.

Sarà adottata la bambina abbandonata in Ucraina da genitori biologici italiani

La piccola è arrivata nei giorni scorsi in Italia con un’operazione gestita dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, sotto il coordinamento della magistratura.

Al momento è stata affidata ad una famiglia piemontese che si è resa disponibile per prendersi cura di lei fino al completamento del percorso per l’adozione. Al suo fianco c’è anche una baby sitter madre lingua.

Bambina abbandonata in Ucraina: indagini in corso 

Per quanto concerne i genitori italiani biologici, essi sono già stati interrogati, perchè la coppia risiede nel nord Piemonte. Intanto, la procura della Repubblica di Novara indaga sulla vicenda ed ha aperto un fascicolo 45 senza indagati e senza ipotesi di reato.

Bambina abbandonata in Ucraina: la storia della piccola 

Ma cosa sappiano di questa piccola creatura che ha solo un anno di vita? Alcune informazioni arrivano dalla pediatra, Carolina Casini, che ha riportato con la Croce Rossa in Italia la bimba:

“La piccola ha dormito per due ore e mezza, tutta la durata del viaggio, in braccio a me. Aveva un buon profumo. Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina, che ha 15 mesi, è allegra e interagisce positivamente con gli adulti”.

Inoltre, sappiamo che a prendersi cura di lei prima dell’intervento dell’Italia è stata una tata ucraina: una donna di mezza età, stando al racconto della pediatra:

“Piangeva e così il suo figlio naturale di 17 anni. Ci ha consegnato le foto della bimba e ha chiesto di darle ai futuri genitori, così quando crescerà le potrà vedere”.

A quanto pare i genitori italiani si erano recati in Ucraina nell’agosto del 2020 per coronare il loro sogno di avere un figlio attraverso una madre surrogata.

La piccola è venuta al mondo e loro in un primo momento l’hanno riconosciuta. Tuttavia, una volta tornati in Italia hanno affidato la neonata a una baby-sitter del posto. 

Solo quando la piccola ha compiuto un anno, visto che la baby-sitter non solo non aveva più notizie dai genitori, ma non stava neanche più ricevendo il compenso pattuito per il sostentamento della piccola, la donna ha deciso di rivolgersi al consolato italiano per denunciare l’accaduto. La baby sitter era spaventata non solo per motivi economici, bensì anche per le ripercussioni legali: in poche parole, non aveva idea di come giustificare al mondo circostante la presenza di quella bambina nella sua vita.

A quel punto la vicenda è rimbalzata alla Procura della Repubblica e alla Procura della Repubblica dei Minori, che hanno accertato l’intenzione dei genitori di non voler riprendere la figlia. Così è stato incaricato lo Scip per il rimpatrio della piccola. La polizia ha chiesto la collaborazione della Croce Rossa Italiana che ha inserito nel team operativo una pediatra e una crocerossina.

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