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Bambina di 7 anni sbranata a morte da un branco di cani randagi mentre tornava a casa

Non ce l'ha fatta Margarita, la bambina sbranata da un branco di cani randagi in Russia. Tanta rabbia e commozione al suo funerale

Cani randagi

In Russia, una bambina di 7 anni, è stata sbranata da un branco di cani randagi. Non c’è stato nulla da fare per la piccola, che è deceduta dopo l’aggressione. Gli abitanti del villaggio in cui viveva la ragazzina hanno protestato per la cattiva gestione da parte del governo dei cani randagi in quella zona.

Una bambina è stata sbranata da un branco di cani randagi in Russia

Si chiamava Margarita Kanorskaya ed aveva 7 anni, la piccola vittima di un branco di cani randagi a Domna, nella regione russa di Transbaikal. Margarita era figlia di un eroe militare dell’Aeronautica Russa, che è stato anche premiato da Vladimir Putin in persona per il suo coraggio in Siria. La madre della piccola è un’insegnante.

Bambina sbranata da un branco di cani randagi: la dinamica e i funerali

Margarita stava tornando a casa dopo una lezione di musica, quando all’improvviso ha subito un’imboscata su una stradina che conduce al suo villaggio e, non avendo nessuna via di fuga non ha potuto far altro che arrendersi ad una situazione senza scampo. Il branco di cani le ha strappato una gamba e mutilato il viso. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per allontanare il branco e recuperare la salma di Margarita.

I funerali sono stati strazianti, tutti la conoscevano in quanto il villaggio in cui viveva conta poco più di 6mila abitanti. Alla commemorazione hanno partecipato quesi tutti e c’è stata tanta rabbia e commozione. Un santuario in suo onore è stato fatto nella scuola dove Margarita studiava.

Bambina sbranata da un branco di cani randagi: la rabbia degli abitanti di Domna

Prima e dopo la funzione, gli abitanti del villaggio hanno protestato in quanto quella zona è nota per la presenza di cani randagi, ma nessuno è mai intervenuto.

Per calmare la folla, il governatore della regione, Alexander Osipov, si è dovuto precipitare a Domna e ha dovuto chiarire che le leggi russe non permettono ai funzionari locali di liberare le comunità dai cani randagi. La gente del posto, ha risposto con azioni concrete, organizzando gruppi di vigilanti invitati a sparare ai randagi.

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