Beatrice Borromeo, la Toffanin della tv militante finita in buone mani
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Beatrice Borromeo, la Toffanin della tv militante finita in buone mani

Immaginate Silvia Toffanin, la giovane rampolla di casa Berlusconi entrata nell’Olimpo della conduzione rampante, cambiare parrocchia, mentore e rete televisiva. Vi ritroverete il suo alter ego dell’azienda (e scuderia politica) rivale: Beatrice Borromeo.
All’esordio in Anno Zero i più gentili le davano della bella statuina, così come la Toffanin scontava un passato da letterina. Con la differenza che la Borromeo viene da una buona famiglia, mentre Silvia, un nome che è già tutto un programma, l’ha acquisita grazie a un’importante storia d’amore.
Entrambe si preparano a una stagione ricca di conferme, dopo l’anno di stagismo appena trascorso, più agguerrite che mai e pronte a dimostrare di essere all’altezza del loro ruolo in tv.
Per Beatrice, in particolare, la strada è spianata da quando è riuscita a convincere persino un tipo esigente come Michele Santoro, deciso nel confermarla per la prossima edizione.
Il 20 settembre, in prima serata su Raidue, riparte Anno Zero e la Borromeo, che in questi giorni appare nel promo del programma sullo sfondo dei casermoni popolari di un quartiere periferico, ha idee molto più combattive rispetto al passato.

Ormai, come si evince dall’intervista rilasciata a Vanity Fair’, si sente già una veterana:

“Molte delle critiche ricevute nella prima edizione me le sono meritate. Chi mi dava il diritto di fare l’opinionista? Puntata dopo puntata, però, sono cresciuta. Ci sarà sempre chi cerca di sminuire il valore di un programma di denuncia come Anno Zero bersagliando l’anello debole. E quella che ha tutto da imparare sono io. Ma ora sono più consapevole del contributo che posso dare e mi sento più a mio agio. Sono stata in vacanza in America per fare la persona, non per il personaggio. Sono single e in Italia vige la legge dell’impunità per le bugie. Così i giornali se ne approfittano”.

Ci tiene a sottolineare che, a differenza di tanti altri ragazzi senza né arte né parte, lei ha trovato la possibilità di fare qualcosa (non che le mancassero di suo le opportunità). E, detto con sincerità, pensa proprio di essersela meritata questa fortuna:

“Santoro ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti. Il suo rispetto me lo sono conquistato. Non avevo dubbi che mi avrebbe confermato. Ho lavorato: Generazione Zero, il progetto di cui mi occupo direttamente, è più che una finestra su un forum Internet, è una fetta di trasmissione che abbiamo costruito grazie agli input del Forum, ma in totale autonomia”.

La nuova iniziativa, promossa dal programma di approfondimento di Raidue, sta nella web-diretta, online ogni martedì alle 15.00, per incrementare l’interattività con il pubblico.
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