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Bebe Vio soddisfatta: “Finalmente ho preso la patente”

«Dedicata a chi mi prendeva in giro»: così ha scritto Bebe Vio, la campionessa paralimpica che non aveva superato l'esame teorico al primo colpo

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«Finalmente sei mia! Sono super felice di poter sfrecciare per le strade!». Così Bebe Vio ha dimostrato la sua contentezza per la patente appena conquistata. La campionessa paralimpica e mondiale di scherma ha ora in mano l’agognato documento ed è pronta a salire in macchina.

Sfrecciare in realtà è il verbo che usa, ma avverte con ironia i più timorosi. «Tranquilli comunque, vi terrò aggiornati sulle città dove andrò… Così potrete scappare in tempo!». Sono avvisati tutti gli abitanti di Mogliano Veneto e dintorni!

Oltre all’ironia, nelle parole di Bebe c’è anche una frecciatina verso chi non aveva mostrato fiducia nelle sue capacità e nella sua forza. «Questa patente la dedico a tutte le persone che mi prendevano in giro per le bocciature alla teoria… grazie ragazzi».

I nominati? Sono Alessandro Catterlan, Federico Russo e Fabio Fazio. Ovviamente la Vio non è certo il tipo che si arrende così facilmente di fronte alla sconfitta. «Bebe, scordati quei tempi, senza braccia non si può tirare di scherma, è impossibile. Oltretutto non esistono neanche le protesi adatte!». Era il 2009 quando Beatrice sentì queste parole. Come tutti ora sanno e vedono perfettamente, la giovane non ci aveva creduto neppure per un momento.

campionessa scherma

La campionessa del mondo, per la seconda volta nel novembre scorso, nonché medaglia d’oro paralimpica, tira di scherma da quando aveva cinque anni. A 12 anni aveva avuto la meningite, che le aveva provocato una tremenda infezione.

Si era salvata, ma le erano state amputare le gambe e le braccia. Nonostante questo, Bebe Vio non ha mai smesso di voler fare sport, senza ascoltare quello che le dicevano. Adesso, oltre a tirare di scherma, sfreccerà anche in auto.

Bebe Vio: quando le dicevano che era impossibile

«Me lo dissero a Roma a fine 2009 quando chiedevo di provare. Ma io non volevo rinunciare ai miei sogni e alla mia passione. Volevo assolutamente ripartire e sfidare ciò che loro ritenevano “impossibile”». Così commenta Bebe Vio, aggiungendo: «Vedrete che si può fare».

bebe vio bambina

Bebe, oggi ventenne, è l’esempio in carne, ossa e protesi che tutto (o quasi) è possibile, se c’è la forza di volontà. La sua storia è stata narrata in un documentario presentato per la Giornata Internazionale dei diritti delle Persone con Disabilità il 3 dicembre. Il video inizia con queste parole: «Beatrice ha iniziato scherma in piedi quando aveva 5 anni. Adesso lo fa ancora. Si mette la maschera ed entra nel suo mondo. La maschera è piccola, ma ci sta dentro tutto. La mi famiglia. I miei amici. La mia squadra. Ti rendi conto che non tiri per te. Tiri per tutti».

Si può dire che Beatrice Vio è racchiusa tutta in questa frase del corto, presentato in anteprima a DOC NYC nella sezione The future is feminine. «Fisicamente sono esile e mi mancano tutti i pezzi. La mia forza è riuscire a non pensare a come sono fisicamente e prendere dal quel poco di fisico che mi è rimasto il massimo». Ma Bebe è rimasta la stessa bambina con la coda di cavallo e la divisa troppo grande della foto di Instagram. Che ha preso l’impegno dalla mamma, mentre dal papà la sua positività. Di suo ci mette il resto, che non è per niente poco.

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