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Beni confiscati a Franco Mineo, vicecapogruppo di Forza del Sud
Cronaca

Beni confiscati a Franco Mineo, vicecapogruppo di Forza del Sud

Il suo nome era già finito nelle cronache giudiziarie a causa del suo fitto rapporto con uno dei protagonisti della strage costata la vita al giudice Borsellino, tale Gaetano Scotto, trovato spesso al telefono proprio con il vice-capogruppo del nuovo partito di Gianfranco Micciché, Forza del Sud. Quell’intercettazione, consegnata da Gioacchino Genchi (sentite le sue dichiarazioni quest’estate, subito dopo l’intervista al pm di Matteo) ai pm di Caltanissetta dimostrava come Mineo avesse continui colloqui con Scotto, ma l’onorevole ne uscì pulito perché all’epoca si occupava di assicurazioni e tra i suoi clienti non pensava potesse esserci un mafioso di quel calibro. Oggi però l’accusa è diversa e rischia di essere molto più grave. Gli affitti di alcuni immobili, gestiti direttamente da Franco Mineo, sarebbero stati divisi con il cassiere del clan dell’Acquasanta, Angelo Galatolo, che oltre a fare l’usciere dell’Asl 6 a Palermo viene considerato dagli inquirenti uno dei boss di spicco dell’Acquasanta.

Una società occulta che fruttava migliaia di euro al mese, tant’è che durante una perquisizione a casa di Galatolo furono trovati due lingotti d’oro e 100 mila euro, non certo raccolti con gli stipendi da usciere. Nel 2002 però Angelo Galatolo, figlio del boss Gaetano, fu assolto da ogni accusa (e a questo punto occorrerà capire come e perché è stato lasciato a piede libero, se si tratta di una svista giudiziaria o di un’esca tesa nel clan dell’Acquasanta) salvo rientrare al centro delle cronache ora che il suo nome torna accanto ad uno dei politici più in vista in questo strano esperimento politico all’Ars. Non trapela molto, ma si parla di intercettazioni imbarazzanti, captati grazie ad una cimice piazzata negli uffici di Mineo per cercare di capire di più su come gestiva le sue attività private. In arrivo la solita smentita dell’avvocato che attende maggiori sviluppi, la polemica politica sull’uso eccessivo delle microspie e della volontà dei magistrati di colpire alcuni esponenti politici, e ovviamente, le dichiarazioni dei pm che spiegheranno perché hanno deciso il sequestro preventivo di tutti i beni di Franco Mineo (al link la sua scheda all’ARS) da parte dei pm Ingroia, Padova e Scaletta.

Tra gli atti legislativi presentati da Mineo durante i governi Lombardo segnaliamo un disegno di legge sulla gestione delle spiagge da parte degli stabilimenti balneari


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