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Benno Neumair, l’ex fidanzata: “Senza mangiare per giorni e si iniettava il sangue sotto pelle”

L'ex fidanzata di Benno Neumair ha raccontato ai giudici diversi episodi accaduti durante i mesi di convivenza con lui.

Benno condivide la cella con altri due killer

L’ex fidanzata di Benno Neumair, il ragazzo di 31 anni che ha ucciso i genitori per poi buttarne i corpi nell’Adige, ha raccontato ai giudici della Corte d’Assise di Bolzano i sette mesi di convivenza con il compagno poi conclusisi con il ricovero in psichiatria di lui.

Benno Neumair: parla l’ex fidanzata

Conosciutisi su Tinder nel settembre del 2019, i due hanno iniziato a convivere quando il giovane si è trasferito a Innsbruck da lei. Dopo le prime otto settimane di convivenza pacifica, ha spiegato la ragazza, la loro relazione si è incrinata: “Sono iniziati gli sbalzi d’umore, i disturbi del sonno e quelli legati all’alimentazione“. A marzo dell’anno successivo Benno ha anche digiunato per nove giorni bevendo solo the e acqua e mangiando broccoli e miglio.

Un giorno lui le ha raccontato di essere stato picchiato da un amico di lei, che ha però negato l’accaduto, e una volta tornata a casa lo ha trovato in bagno con un coltello in mano, all’altezza del viso, puntato verso l’alto. “Era molto nervoso, continuava a dirmi di essere stato aggredito“, ha spiegato lei che, facendogli credere di crederlo, gli ha scattato delle foto dicendo che sarebbero servite per sporgere denuncia per l’aggressione.

Nadine però le ha mandate alle autorità e ha chiamato la Polizia che lo ha fatto ricoverare in psichiatria. Qui, ai medici, ha ammesso come si è procurato le ferite: “Prelevandosi del sangue, iniettandoselo nell’angolo dell’occhio e della bocca e abradendosi la pelle con carta smerigliatrice“.

“Il verme solitario gli aveva pervaso il cervello”

Il giorno dopo Benno è stato dimesso e, dopo un viaggio di ritorno a casa infernale in cui “ha iniziato a urlare minacciandomi che non avrei potuto dormire con la finestra aperta“, Nadine ha cercato di chiudere i contatti con lui pur senza riuscirci.

Tra le confessioni più significative quella del 28 luglio 2020, quando il ragazzo ha ammesso di aver capito perché fosse così malato: aveva il verme solitario, preso in Indonesia, che gli aveva pervaso il cervello.

L’ultimo contatto tra loro risale al 15 gennaio, a undici giorni dall’omicidio dei genitori. Benno le ha chiesto di telefonargli, lei si è rifiutata e lui gli ha detto che aveva il suo numero di telefono ma non l’avrebbe usato solo per gentilezza. “Adesso ho paura di lui“, ha infine ammesso Nadine.

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