×

Berlusconi ammette di avere una fidanzata, e scoppiano le polemiche

default featured image 3 1200x900 768x576

berlusconi

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi continua la sua battaglia mediatica contro lo scandalo bunga bunga che lo ha colpito e dopo le accuse della Procura di Milano, di concussione e prostituzione minorile, legati alla presenza della marocchina Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori, ad alcune cene nella villa del premier ad Arcore.

A questi attacchi, il ‘cavaliere’, ha risposto con un videomessaggio molto chiaro dove ha affermato: “E’ assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna. E’ una cosa che non mi è mai successa neanche una sola volta nella vita. E’ una cosa che considererei degradante per la mia dignità”, aggiungendo inoltre: “Il dirigente della Polizia che sarebbe stato ‘concusso’ nega di esserlo mai stato, e la persona minorenne nega di aver mai avuto avances né tantomeno rapporti sessuali e afferma di essersi presentata a tutti come ventiquattrenne, fatto avvalorato da numerosissime testimonianze”.

Ma la notizia per gli appassionati di gossip in realtà è un’altra, ed è ancor più clamorosa: Silvio Berlusconi è fidanzato, o almeno lo era fino a qualche tempo fa. “Del resto io, da quando mi sono separato, ma non avrei mai voluto dirlo per non esporla mediaticamente, ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona che ovviamente era assai spesso con me anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato” dichiara nel videomessaggio il Capo del Governo, scatenando di fatto nei rotocalchi, la caccia alla compagna del premier.

La Procura di Milano invece prosegue i suoi attacchi a Berlusconi affermando che dall’esame dei tabulati telefonici, sarebbero stati ben 8 gli incontri con la minorenne Ruby Rubacuori, e non tre come affermato dalla stessa marocchina. Al Presidente del Consiglio non è andata nemmeno giù la decisione dei giudici della Procura milanese di non inviare dopo 15 giorni dall’inizio dell’indagine, tutti gli atti al Tribunale dei Ministri, così come prevede la legge, precisando inoltre che “è gravissimo che abbiano tentato di accedere ai locali della mia segreteria politica, per ricercare poi chissà cosa, visto che sostengono di avere prove così evidenti da poter richiedere addirittura il giudizio immediato”.

Contents.media
Ultima ora