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Bevono detergente pensando fosse acqua, due morti in una Rsa di Alessandria

Morti due anziani ospiti di una RSA di Ovada, in provincia di Alessandria: bevono da una bottiglia di detergente per mani scambiandolo per acqua

Alessandria, scambiano detergente per acqua e lo bevono: morti due ospiti in una casa di riposo

Sono morti dopo aver bevuto da una bottiglia di detergente per le mani, credendo fosse acqua. È accaduto a due anziani, ospiti di una casa di riposo di Ovada, nella provincia di Alessandria.

Bevono detergente scambiandolo per acqua e muoiono

Il fatto risale allo scorso anno, ma solo oggi è stata resa nota, da Pier Sandro Cassulo, consigliere comunale di Ovada Viva, l’apertura di un’indagine condotta dalla procura di Alessandria.

Nella vicenda risulterebbe indagata una Oss, un’operatrice sociosanitaria dipendente di una cooperativa che opera all’interno della casa di riposo, l’Ipab Lercaro, struttura pubblica che dal 2016 fa capo a un commissario straordinario nominato dalla Regione. Una terza persona, che all’epoca dei fatti avrebbe ingerito il disinfettante, sarebbe rimasta intossicata senza gravi conseguenze.
Cassulo ha dichiarato che sarà presentata un’interrogazione per sapere se il Comune stesso si costituirà parte civile nel processo:

Tempo fa avevamo chiesto l’istituzione di una commissione speciale sulla Rsa, perché i dati sui bilanci ci avevano preoccupato. Il commissario Nervi ci aveva comunicato in via riservata che tre ospiti avevano bevuto da una bottiglia di disinfettante. Uno solo si è salvato. Una famiglia si è costituita parte civile.

Secondo il consigliere, la lavoratrice coinvolta nella tragica vicenda è stata prima sospesa e poi allontanata.

C’è un’indagine della magistratura ed è stato il commissario a informarci della costituzione di parte civile da parte dei famigliari di uno dei deceduti.

Nel frattempo l’Ipab Lercaro vuole costituirsi parte civile:

Non risultiamo imputati – ha spiegato in un’intervista a La Stampa Alessandria la commissaria straordinaria dell’Ipab Lercaro, l’avvocatessa Ivana Nervi, che all’epoca dei fatti non aveva ancora assunto il ruolo – ma abbiamo ricevuto la richiesta danni da parte della famiglia di una delle due persone decedute. È nostra intenzione quindi costituirci parte civile, per tutelare anche l’immagine dell’ente.


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