×

Bimbo curato contro tumore con cellule geniche riprogrammate

All'ospedale Bambin Gesù è stato curato il raro tumore di un bimbo di 4 anni usando cellule geniche riprogrammate: il primo caso al mondo.

default featured image 3 1200x900 768x576

Oggi è una giornata storica all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. In Italia, per la prima volta in assoluto, abbiamo potuto assistere al primo caso di cura di un tumore con l’uso di cellule geniche riprogrammate. Si tratta di un primato assoluto che apre una nuova pagina nella lotta contro questo tremendo male.

Il paziente fortunato che ha beneficiato di questo trattamento è un bimbo di 4 anni affetto leucemia linfoblastica acuta. Si tratta del tipo di tumore che più comunemente (e ferocemente) colpisce i bambini.

Inizialmente al bambino erano state applicate le cure standard usate nella lotta ai tumori. Cure che non avevano sortito alcun effetto sul suo corpo. L’uso della tecnica della manipolazione delle cellule geniche ha invece salvato la vita al piccolo.

Ha inoltre aperto uno spiraglio di speranza in più per chiunque e ha dimostrato l’importanza della ricerca in questo campo medico delicato. Infatti un simile fatto potrebbe portare a un’incremento delle conoscenze sui geni e la genetica. Adesso, a un mese dall’infusione delle cellule riprogrammate, il bambino è stato dimesso.

Cellule geniche riprogrammate

Le cellule geniche riprogrammate del bambino sono nello specifico i linfociti T, cellule responsabili delle risposte immunitarie.

La riprogrammazione ha fatto in modo di indirizzare i loro sforzi contro le cellule tumorali. La modifica è stata effettuata tramite un dispositivo sintetizzato in laboratorio chiamato Car (Chimeric Antigenic Receptor). Il Car non ha fatto altro che potenziare i linfociti T, rendendoli capaci di identificare e attaccare le cellule tumorali presenti nel sangue e nel corpo. Questo fino all’eliminazione completa del problema. Per evitare sviluppi e/o danni collaterali o situazioni avverse, le cellule geniche immesse sono state dotate di un gene suicida conosciuto come iC9.

Una misura di sicurezza ulteriore, indice dello sviluppo scientifico raggiunto in questa tecnica, sperimentata per la prima volta su una paziente umana di 7 anni nel 2012, negli Stati Uniti. Sperimentazione che venne fatta su un caso analogo di Leucemia linfoblastica acuta.

Il Bimbo

Una gran fortuna per il bimbo che ha beneficiato delle cure geniche sperimentate a Roma. Il bimbo era affetto da questa feroce forma leucemica (in Italia si registrano circa 400 casi l’anno) e aveva sofferto due ricadute in questo male. La prima dopo la chemioterapia e la seconda dopo un trapianto di midollo osseo. Al momento sta bene e i medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù lo hanno dimesso. I medici non parlano ancora di guarigione del tumore, quanto di remissione del tumore, cioè di assenza di cellule tumorali nel sangue. Una gioia per i genitori del bimbo di 4 anni e per lo staff medico dell’Ospedale romano.

I medici hanno annunciato che già c’è una lista di altri potenziali beneficiari di questo metodo di cura sperimentale. Un’eccellenza medica che ridona il sorriso a chi l’aveva perduto e proietta l’Italia nel campo della ricerca genetica.

Contents.media
Ultima ora