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Matrigna e padre condannati, la famiglia del bimbo torturato e ucciso: “Arthur è stato deluso dalle autorità che dovevano proteggerlo”

Nel Regno Unito, la matrigna e il padre di Arthur Labinjo-Hughes sono stati condannati. La famiglia del bimbo torturato e ucciso ha commentato la sentenza.

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Nel Regno Unito, Emma Tustin, 32 anni, e Thomas Hughes, 29 anni, sono stati condannati rispettivamente a 29 e 21 anni di carcere per l’omicidio del piccolo Arthur Labinjo-Hughes. La famiglia del bimbo torturato e ucciso a soli 6 anni ha commentato la sentenza emanata dalla corte britannica.

Sull’atroce vicenda, inoltre, si è espresso anche il primo ministro Boris Johnson.

Matrigna e padre condannati, la famiglia del bimbo torturato e ucciso: il processo

Nella giornata di venerdì 3 dicembre, la Coventry Crown Court ha condannato all’ergastolo con un termine minimo di 29 anni di carcere la 32enne Emma Tustin mentre il suo compagno Thomas Hughes è stato condannato a 21 anni di reclusione.

La coppia, infatti, è stata considerata colpevole dell’omicidio del piccolo Arthur Labinjo-Hughes, un bambino di soli 6 anni, figlio del 29enne Hughes.

Per la corte britannica, Thomas Hughes è stato dichiarato colpevole di omicidio colposo per aver incoraggiato la compagna e matrigna del bimbo a compiere l’efferato delitto. Arthur Labinjo-Hughes è deceduto a causa di una lesione cerebrale insorta mentre era stato affidato alla matrigna Emma Tustin, che aveva abusato di lui, lo aveva affamato e, infine, avvelenato.

Famiglia del bimbo torturato e ucciso: “Arthur è stato deluso dalle autorità che dovevano proteggerlo”

Nel corso del processo celebrato contro Emma Tustin e Thomas Hughes, la corte ha appreso come la 32enne abbia aggredito mortalmente il bambino nel corridoio della sua casa in Cranmore Road, Solihull, il 16 giugno 2020, causandone la morte avvenuto il giorno seguente in ospedale.

Nelle otto settimane di processo, è emerso che Arthur Labinjo-Hughes era stato controllato dagli assistenti sociali appena due mesi prima della sua morte. Sua nonna, Joanne Hughes, aveva contattato le autorità asserendo di essere preoccupata per il benessere del piccolo ma queste non avevano riscontrato problemi nella cura del bambino.

In una dichiarazione letta alla corte nella giornata di venerdì 3 dicembre, la madre di Arthur ha ricordato suo figlio come un “felice, contento, fiorente bambino di sette anni” che sarebbe ancora “vivo oggi” se non avesse incontrato Emma Tustin.

Ma ha aggiunto: “È anche chiaro che Arthur è stato deluso dalle stesse autorità che noi, come società, siamo portati a credere che siano lì per garantire la sicurezza di tutti“.

La corte ha ascoltato anche una dichiarazione della nonna materna di Arthur, Madeleine Halcrow, che ha ricordato il “bel sorriso” del nipote e il suo “spirito gentile, educativo”, aggiungendo che era stato “la luce della mia vita”.

La nonna materna, poi, ha anche sottolineato: “È stato deluso da una persona di cui si fidava e che avrebbe dovuto proteggerlo, lasciato solo e isolato, e poi me l’hanno portato via. Il mio bambino, il mio piccolo amore, indifeso, fiducioso e nient’altro che amorevole, è stato ucciso. La sua breve vita rubata e il vuoto lasciato in me e in coloro che amavano Arthur non sarà mai colmato. Dormi bene, angelo mio: sei veramente amato”.

Olivia Labinjo-Halcrow, la mamma di Arthur: “I dettagli del caso sono strazianti e incomprensibili”

Arthur Labinjo-Hughes, quindi, è stato descritto dalla madre Olivia Labinjo-Halcrow e dalla nonna Madeleine Halcrowcome un bambino solitamente “felice e sempre sorridente”. Il piccolo si trasferì a casa di Emma Tustin all’inizio del lockdown nazionale nel marzo 2020.

Nel corso del processo, ai giurati è stato detto che i test post mortem condotti sui resti della giovanissima vittima hanno rivelato che Arthur era stato anche “avvelenato con il sale” nelle ore che avevano preceduto il suo decesso. Ulteriori esami, poi, hanno dimostrato che al bimbo erano state inferte circa 130 ferite.

In merito all’accaduto, la madre di Arthur Labinjo-Hughes, Olivia Labinjo-Halcrow – che attualmente sta scontando una pena per aver ucciso il suo compagno – ha scritto una dichiarazione dal penitenziario in cui è rinchiusa, affermando: “I dettagli del caso di Arthur sono strazianti e incomprensibili. Dal momento in cui Arthur è nato ha riempito la mia vita di gioia. Era sempre sorridente e aveva una piccola mente molto curiosa. Arthur era la luce della mia vita. Non era solo il mio unico figlio, era il mio migliore amico. Non avrei mai immaginato che sarebbe stato portato via da questo mondo così presto. Se Arthur potesse chiedere un’ultima cosa, sarebbe di essere ricordato per il suo superpotere. Questo sarà sempre quello per cui lo ricorderò. Il superpotere di Arthur era il suo sorriso“.

Nonna Madelaine Halcrow sui condannati dopo la sentenza: “Sono malvagi, freddi e calcolatori”

La nonna di Arthur, Madeleine Halcrow, invece, ha commentato la sentenza con le seguenti parole: “Arthur era la mia gioia solare. Era sempre felice, sorridente, amorevole, premuroso”.

La donna ha accusato Thomas Hughes ed Emma Tustin di trarre un piacere “perverso” dal torturarlo.

Madeleine Halcrow, un’infermiera di Birmingham, li ha descritti come “freddi, calcolatori, torturatori sistematici di un bambino indifeso” e ha aggiunto: “Sono malvagi: è assurto che un uomo abbia fatto questo al proprio figlio. Un figlio che ha il dovere di proteggere. Penso che si siano divertiti in quello che hanno fatto, devono essersi divertiti in modo perverso. Mi si è spezzato il cuore a guardare i filmati. È imperscrutabile, davvero – e ha ammesso –. Ero inconsolabilenel vedere un bambino così malato e quello che gli stavano facendo, tormentandolo, abusando di lui” .

Bimbo torturato e ucciso, le dichiarazioni del primo ministro Boris Johnson

In relazione al processo, il giudice ha definito “agghiacciante” l’intera vicenda, condannando severamente l’incoraggiamento di Thomas Hughes nei confronti delle raccapriccianti azioni compiute dalla compagna Emma Tustin.

Sul caso, si è espresso anche un portavoce di Boris Johnson che ha detto che il primo ministro è stato “profondamente turbato” dalla vicenda e si è commosso nel vedere i giurati osservare un minuto di silenzio per Arthur Labinjo-Hughesdopo che la sentenza era stata pronunciata. Inoltre, il portavoce ha riverito che verrà effettuata una revisione incentrata sulle mancanze di salvaguardia del minore nel periodo che ha preceduto la morte del bambino.

Il portavoce ha detto anche che i pensieri del signor Johnson sono “con coloro che hanno amato Arthur, e che nessun bambino dovrebbe mai soffrire nel modo in cui ha fatto” e ha aggiunto: “È chiaro che ci sono domande a cui bisogna rispondere per arrivare in fondo a come si sia verificata una simile tragedia”.

Il primo ministro britannico Boris Johnson, in visita a Oswestry, nello Shropshire, per la campagna elettorale, è intervenuto sul caso di Arthur Labinjo-Hughes, affermando: “Sul tragico e spaventoso caso di Arthur Labinjo-Hughes, voglio solo dire che, come molte persone, trovo difficile leggere dell’accaduto, figuriamoci capire come la gente possa comportarsi così con un bambino piccolo e indifeso. E devo dire che sono contento che sia stata fatta giustizia e che entrambi gli imputati abbiano ricevuto dure condanne, ma non è assolutamente una consolazione, e quello che dobbiamo fare ora è imparare le lezioni su quel caso, guardare esattamente cosa è successo, cos’altro si sarebbe potuto fare per proteggere quel bambino. È ancora presto, ma posso dirvi che non lasceremo nulla di intentato per scoprire esattamente cosa è andato storto in quel caso spaventoso”.

Nadhim Zahawi, il Segretario di Stato per l’Educazione

In relazione alla terrificante vicenda, si è espresso anche il segretario all’istruzione Nadhim Zahawi che ha dichiarato: “L’omicidio di Arthur ha scioccato e atterrito la Nazione. Come Segretario di Stato per l’Educazione, sono profondamente angosciato da questo terribile caso e dal dolore insensato inflitto a questo povero bambino, che è stato derubato della possibilità di vivere la sua vita. Siamo determinati a proteggere i bambini dal danno e quando vengono sollevate delle preoccupazioni non esiteremo a intraprendere un’azione urgente e forte. Non ci fermeremo finché non avremo le risposte di cui abbiamo bisogno. Affronterò ulteriormente la questione in Parlamento lunedì”.

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