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Bimbo di un mese e mezzo morto per un malore improvviso a Borgo a Mozzano

Tragedia nel lucchese: un bimbo di appena un mese e mezzo è morto per un malore improvviso tra le braccia della madre. Inutili i tentativi di soccorso

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Tragedia nel lucchese, a Borgo a Mozzano, dove un neonato ha perso la vita a causa di un malore improvviso mentre giaceva tra le braccia della madre. Nulla da fare all’arrivo dei soccorsi.

Morto un bimbo di un mese e mezzo per un malore improvviso

Tragedia a Valdottavo, frazione del comune lucchese di Borgo a Mozzano. Domenica 12 dicembre doveva essere una giornata di festa, come tante altre: il piccolo, infatti, era stato battezzato appena il giorno prima e la famiglia stava ancora celebrando l’evento. Ma tutto questo si è traformato in una disgrazia. Il bambino di appena un mese e mezzo giaceva tra le braccia della madre, quando un improvviso malore non gli ha lasciato scampo.

Bimbo morto per un malore improvviso: i tentativi di soccorso

L’allarme è scattato immediato e il bimbo è stato trasportato d’urgenza con l’elisoccorso Pegaso all’ospedale Opa di Massa, ma nonostante i disperati tentativi dei medici, non c’è stato niente da fare. Non è ancora deciso se verrà disposta l’autopsia, ma nel frattempo il corpicino del neonato verrà adesso sottoposto ad alcuni accertamenti nel tentativo di dare una spiegazione a questa tragedia.

Bimbo morto per un malore improvviso: l’iniziativa del comune

Per farsi vicino al dolore della famiglia, il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, ha deciso di annullare l’evento natalizio dedicato ai bambini della città:

«L’amministrazione comunale e il Comitato Valdottavo sono concordi nell’annullare l’evento di Natale, dedicato ai bambini, previsto per domenica 19 dicembre. Ci sembra un piccolo gesto di rispetto per il piccolo Martino e per la sua famiglia. Il giorno del funerale chiederemo a tutte le attività commerciali di osservare il lutto e contestualmente spegneremo l’illuminazione natalizia. Sappiamo che i gesti e le parole poco contano, ma quello che possiamo, come comunità, è giusto farlo. Ora è il momento del silenzio».

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