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Bimbo ucciso a Perugia, tutte le bugie della madre: ha detto che Alex non era suo figlio

La madre del bambino ucciso a Perugia ha raccontato molte bugie, arrivando addirittura a dire che Alex non era suo figlio.

Bimbo ucciso a Perugia

La madre del bambino ucciso a Perugia ha raccontato molte bugie, arrivando addirittura a dire che Alex non era suo figlio. 

Bimbo ucciso a Perugia, tutte le bugie della madre: tre versioni diverse

Erzsebet Katalin Bradacs, finita in carcere con l’accusa di aver ucciso il figlio di due anni, ha dato tre versioni diverse e ha detto tante bugie.

Le sue sono state dichiarazioni “sempre diverse nel tempo, in un brevissimo arco di tempo, contraddittorie, inverosimili e non credibili“. Nell’ordinanza si legge che nell’immediatezza dei fatti ha dichiarato che il bimbo era caduto accidentalmente nel parcheggio del supermercato, vicino ad una staccionata di legno, e ha negato che fosse suo figlio. Nonostante avesse gli indumenti sporchi di sangue e le unghie incrostate di sangue, ha parlato di un uomo di colore che, in pochi minuti, approfittando del suo momentaneo allontanamento per cercare i giocattoli di Alex, avrebbe compiuto l’omicidio.

Nella terza versione è sparito l’uomo di colore e ha dichiarato di aver trovato il figlio pieno di sangue e di avergli cambiato la maglietta.

Bimbo ucciso a Perugia, tutte le bugie della madre: la borsa con il coltello

Nella borsa della donna gli investigatori hanno trovato il coltello con la lama spezzata. “Mi serviva per pulire e tagliare la frutta ad Alex, era già rotto quando l’ho infilato nella borsa” ha dichiarato.

Il piccolo è stato ucciso con ferite d’arma da taglio, due delle quali letali. Gli agenti hanno trovato e seguestrato il passeggino, poco lontano da una scarpata in un terreno incolto. C’erano anche un pannolino usato e frammenti di biscotto Plasmon. Poco più avanti hanno trovato un peluchemolto usurato” e un “trenino azzurro di plastica“. 

Bimbo ucciso a Perugia, tutte le bugie della madre: ha dichiarato che non era suo figlio

Nel rudere sono stati trovati altri oggetti. Un secondo peluche, “la metà di una carta di credito” e mozziconi di sigarete Benson & Hedges, come quelle fumate dalla donna di fronte ai carabinieri. Trovata anche una coperta sporca di sangue con disegnate figure di animali, la felpa indossata dalla donna e sporca di sangue e la magliettina che indossava il piccolo quando è stato ucciso. Un testimone ha raccontato ai carabinieri di aver sentito le urla della donna. “È morto, è morto” ha urlato. Lui le ha chiesto se era suo figlio, ma lei ha risposto di no

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