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Biot ha spiato per la famiglia, le prime dichiarazioni al giudice per le indagini preliminari di Roma

Biot ha spiato per la famiglia, le prime dichiarazioni al Gip di Roma disegnano il quadro della necessità economica, ma le accuse sono molto gravi

Biot è stato interrogato dal Gip di Roma

Biot ha spiato per la famiglia, le prime dichiarazioni al giudice dell’ufficiale italiano arrestato per spionaggio in favore della Russia richiamano la mistica del “tengo famiglia” e delineano un quadro in cui le accuse potrebbero essere ridimensionate. Almeno così la pensa il legale dell’ufficiale di Stato Maggiore, l’avvocato Roberto De Vita.

Biot avrebbe detto al Gip di essere “frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione”, e il suo legale ha chiosato: “Mi ha riferito di una gravissima fragilità economica legata a una situazione familiare. Sa di doversi difendere da accuse gravi ma siamo certi che i fatti verranno ridimensionati”. La fragilità economica come cardine di un’azione delittuosa grave dunque.

Biot ha spiato “per la famiglia”, problemi di denaro

Una fragilità che aveva descritto anche la moglie di Biot, parlando di problemi economici e del brutto periodo che stava attraversando suo marito. Una frase aveva colpito molti, ed era stata quella dello stipendio fisso di “tremila euro” che non bastava più per mandare avanti una famiglia con “4 figli, 4 cani, la casa di Pomezia da pagare, 268mila euro di mutuo, 1.200 al mese. E poi la scuola, l’attività fisica, le palestre dei figli a cui lui non voleva assolutamente che dovessero rinunciare”.

In punto di diritto sono comunque emersi elementi ulteriori. Secondo il gip di Roma l’attività di Biot non era affatto sporadica e legata a momenti di disperazione. Questo perché strumenti e protocolli messi in atto suggerirebbero un approccio più sistemico all’attività di spionaggio.

Ecco cosa voleva passare ai russi

Le foto sequestrate e Biot, foto di documenti riservati, sono in tutto 181. Fra di essi ve ne sarebbero nove classificati come “riservatissimi”, poi altri 47 “Nato Secret”. Il ruolo di Biot gli dava privilegi di accesso ottimali, dato che si occupava della proiezione degli assetti italiani della Difesa in teatri operativi esteri e anche di operazioni Nato, Ue e Onu. Nel frattempo l’Italia ha perfezionato le procedure di espulsione dei funzionari russi coinvolti nella spy story: sono Alexey Nemudrov, addetto navale e aeronautico dell’ambasciata russa a Roma, e Dmitri Ostroukhov. In punto di procedura penale militare Biot rischia l’ergastolo.

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