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Blackout in sala operatoria a Bari: medici costretti ad operare con la luce del telefonino

Blackout in sala operatoria a Bari: medici costretti ad operare con la luce del telefonino e a ventilare manualmente un paziente operato di ernia

Black out in sala operatoria a Bari

Increscioso episodio a Bari, dove dopo un improvviso blackout in sala operatoria i medici sono stati costretti ad operare con la luce del telefonino: l’episodio  è stato denunciato dal sindacato Usppi, che parla di “terzo mondo”. E magari a ragion veduta, dato che secondo una nota quella equipe di sanitari sarebbe stata davvero obbligata “ad eseguire l’intervento chirurgico nel quale era impegnata utilizzando la torcia di uno smartphone”. 

A fine agosto panico in sala operatoria a Bari con un blackout improvviso

L’episodio risale allo scorso 25 agosto e sarebbe avvenuto nell’ospedale San Paolo di Bari. E il sindacato Usppi (Unione sindacati pubblico e privato impiego) è salito sugli scudi anche dopo la conferma da parte dei sanitari stessi all’Agi. 

Blackout in sala operatoria a Bari: ernia operata senza ventilazione elettrica e immettendo ossigeno a mano

Pare addirittura che il paziente, in quei minuti “sotto i ferri” per un intervento per un’ernia in anestesia generale, sarebbe stato ventilato manualmente.

Perché? Perché all’improvviso il dispositivo per la ventilazione automatica si era spento per assenza di energia elettrica. 

Sul blackout in sala operatoria a Bari il segretario Usppi Brescia durissimo: “Fatto da terzo mondo”

E il segretario Usppi Nicola Brescia non ha fatto sconti, parlando di “fatto da terzo mondo” e chiedendo “al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, la rimozione del direttore sanitario dell’Asl di Bari. “Occorre segnalare il degrado di idee, di programmazione, di assistenza, di funzionalità, di una politica sanitaria a dir poco carente”.

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