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Boldrini: “La guerra non si risolve con le armi, ma con sanzioni e negoziati”

Laura Boldrini e la sua netta presa di posizione in merito alla crisi Mosca-Kiev: “La guerra non si risolve con le armi, ma con sanzioni e negoziati”

Laura Boldrini

Laura Boldrini non ha dubbi sul da farsi in merito alla guerra della Russia all’Ucraina e lo ha detto a Fanpage: “La guerra non si risolve con le armi, ma con sanzioni e negoziati”. L’ex presidente della Camera ha spiegato così la sua astensione sul punto della misura votata.

In buona sostanza la deputata del Partito Democratico non ignora chi sia Putin ma non ritiene che il problema che Putin rappresenta debba annoverare fra le sue soluzioni le armi. 

Per Boldrini la guerra “non si risolve con le armi”

Ha detto la Boldini: “La soluzione non sarà militare ma negoziale. Inviare armi in un caso come questo non è la strada percorribile. Io ho votato a favore della risoluzione alla Camera di condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, ma, siccome si è votato per parti separate, al punto tre, sull’invio dell’invio delle armi in Ucraina ho avuto delle perplessità”.

E ancora: “Nella risoluzione si parla di de-escalation militare e a me sembra una contraddizione mandare armi. Così si va nella direzione opposta. Mi sono astenuta solo su quel punto”. Poi però la Boldrini ha precisato: “Questa scelta non vuol dire in alcun modo che io sia a sostegno di Putin”. 

“Chi sia Vladimir Putin lo so benissimo”

“Sono anni che dico che Putin è un autocrate illiberale che schiaccia i diritti umani del suo popolo e che mette in atto una politica espansionistica pericolosa”.

E poi: “Io non dimentico, anche per via del lavoro che facevo prima di essere eletta deputata, quello che è successo nel ‘99 in Cecenia e poi in Georgia. Per lavoro, negli anni ’90, feci pure una missione nella zona di confine tra l’Abcasia e la Georgia”. E in chiosa: “Così come ricordo nel 2014 quando Putin ha invaso la Crimea, una violazione del diritto internazionale per la quale sono state poste delle sanzioni evidentemente troppo deboli.

Ricordo anche che la guerra in Donbass va avanti dal 2014, con 14mila morti in quella regione. Conflitti che hanno tutti un’unica matrice: le mire imperialiste di Putin”.

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