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Bossi-Berlusconi: scambio Federalismo-Giustizia

L’ennesima cena ad Arcore sancisce il patto d’acciaio tra il Senatùr e il Cavaliere. Una contrattazione che porterebbe da una parte l’approvazione del Federalismo municipale, dall’altra la Riforma della Giustizia. Un accordo di reciproca solidarietà per arrivare ognuno ai propri obiettivi. L’unica condizione è che Bossi non sia eccessivamente critico con l’alleato (in specie riguardo al Rubygate) e che non compia strappi o ribaltoni di sorta. D’altra parte, il leader leghista desidera fortemente una legislatura che abbia la forza per fare le riforme e che non stia in piedi solo per “galleggiare”. E nel meeting di ieri, Berlusconi lo ha rassicurato affermando che nelle aule ci sono i numeri per andare avanti con decisione.

L’unico problema rimane l’ostilità delle opposizioni. All’interno delle Commissioni che esprimono pareri sui disegni di legge del Governo (prima che essi siano discussi in aula) ,infatti, c’è una sostanziale parità numerica tra maggioranza e opposizione. Il pareggio equivale ad una sconfitta, prima di tutto politica, che può influenzare la discussione alle Camere e soprattutto la firma del Capo dello Stato su un eventuale legge approvata. Su questo punto è intervenuto il Ministro per la Semplificazione normativa, Calderoli, che ha promesso un rimescolamento delle Commissioni in modo da porre la maggioranza in superiorità.


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