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Botox, nuovi interrogativi

È uno dei più potenti veleni naturali esistenti al mondo ed è la proteina più tossica finora conosciuta, che oltre ad essere fonte di avvelenamento alimentare ha trovato impiego anche sel settore medico (nella terapia dell’acalasia) e, soprattutto, estetico.

La tossina proteica botulitica, meglio nota come Botox, ha un principio attivo che viene estratto farmacologicamente dal 2002 per l’uso in chirurgia estetica mini-invasiva, per il miglioramento temporaneo delle rughe di espressione . Inibendo la produzione del neurotrasmettitore acetilcolina ne blocca il rilascio nei muscoli, liberi da contratture, spasmi, rughe e tic facciali.

Ma la BTX-A venne approvata fin dal 1989 dalla Food and Drug Administration per il trattamento dello strabismo, del blefarospasmo e dello spasmo emifacciale in pazienti con età maggiore di 12 anni.

Dal 1991 poi è invece utilizzata anche per il trattamento della spasticità (fisica e nervosa), sia nell’adulto che nel bambino.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Calgary (Canada), pone tuttavia nuovi interrogativi sulla sicurezza della sostanza, specie se impiegata per lunghi periodi di tempo. La tossina sarebbe infatti in grado di oltrepassare facilmente i muscoli in cui viene iniettata e, a causa della perdita di tono che si va a correggere, pervaderebbe anche cellule muscolari lontane da quelle colpite con l’iniezione.

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