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Bracconiere morto calpestato da un branco di elefanti in Sudafrica: stava scappando dai ranger

Bracconiere morto calpestato da un branco di elefanti in Sudafrica: stava scappando dai ranger, un suo complice è stato arrestato e un terzo è in fuga

Un branco di elefanti nel Kruger Park

Bracconiere morto calpestato da un branco di elefanti in Sudafrica: stava scappando dai ranger durante una battuta di caccia illegale all’interno del  Kruger National Park. Una battuta di caccia decisamente finita male per un terzetto di bracconieri finiti a loro volta braccati dai ranger del parco, male per due e malissimo per uno di loro, visto quello che gli è successo.

Una sorta di contrappasso dantesco lo ha portato infatti a morire per “mano”, anzi, per zampa degli stessi animali a cui avrebbe voluto dare la morte, morte per lucro e fame di avorio. Secondo una ricostruzione dell’accaduto infatti mentre il terzetto si dava alla fuga tampinato dal team di bush ranger che lo aveva beccato a cacciare di frodo all’interno dell’area protetta uno dei tre è stato ucciso, schiacciato dallo stesso branco di elefanti che aveva messo in tacca di mira del suo fucile. 

Bracconiere calpestato dagli elefanti: era con due complici

La nota stampa dei responsabili del famosissimo santuario parco naturalistico  sudafricano è chiara: dei tre bracconieri uno è morto ridotto in pappa dalle zampe dei pachidermi allarmati dagli spari di dissuasione dei ranger, un altro è stato arrestato e il terzo sarebbe ancora braccato. I ranger hanno sequestrato un fucile, poi una borsa e infine un’ascia. Si tratta dello strumento che i bracconieri usano per scalzare le zanne d’avorio dalla parte spugnosa all’interno del cranio una volta ucciso l’animale, questo per non danneggiare la zanna e comprometterne il valore di mercato, mercato illegale.

Purtroppo il bando internazionale al commercio dell’avorio, che tra l’altro anche in punto di diritto ha sorti altalenanti, non impedisce che ogni anno decine di migliaia di elefanti vengono uccisi per ricavare dalle loro zanne l’avorio. Il lockdown aveva in alcuni casi incrementato le nascite ma l’attività venatoria illegale resta una truce costante.

In tutta l’Africa rimasti solo 415 mila elefanti

Un recente censimento al rialzo dell’International Union for Conservation of Nature parla di  circa 415mila elefanti rimasti in tutto il continente. Le grandi  stragi programmate non cessano e la caccia di frodo è ancora fiorente. È un’attività criminale divisa nel continente fra quelli di grossa taglia delle pianure sud orientali, i più cacciati per le dimensioni delle zanne e quelli di foresta delle grandi aree pluviali dell’occidente. Questi ultimi relativamente più al sicuro perché con zanne meno imponenti selezionate nel corso del tempo per non intralciare i movimenti nel fitto della foresta.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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