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Brescia: 11 arresti per corruzione per appalti

Brescia

I carabinieri di Brescia hanno arrestato 11 persone, accusate di corruzione e turbativa d'asta in concorso.

Undici persone sono state arrestate da parte dei carabinieri di Brescia, in quanto sono stati accusati di corruzione e turbativa d’asta in concorso.

In manette sono finiti in particolar modo amministratori, imprenditori e dipendenti pubblici. La somma di denaro degli appalti che sono stati assegnati in maniera irregolare ammonta a circa un milione di euro. Nello specifico, le indagini hanno riguardato da vicino alcune irregolarità di appalti pubblici nel settore edilizio nella zona presente nei pressi della Valle Camonica. In carcere è finito anche l’ex sindaco, che lo scorso mese di giugno, dopo che era stato inserito nel registro degli indagati, aveva deciso di dimettersi.

Arresti a Brescia

Importante operazione effettuata dai carabinieri di Brescia, che hanno arrestato in tutto undici persone per corruzione per appalti. Entrando maggiormente nello specifico, a finire in manette sono finiti imprenditori, amministratori e dipendenti pubblici. Queste persone sono state accusate a vario titolo di corruzione e turbativa d’asta in concorso. In particolare, l’indagine dei carabinieri hanno riguardato alcune irregolarità amministrative nella gestione di appalti pubblici nel settore edilizio in un comune presente in Val Camonica.

In tutto, l’importo degli appalti che sono stati assegnati irregolarmente è pari a circa un milione di euro.

L’ordinanza di custodia cautelare, come detto, è stata eseguita da parte dei carabinieri di Brescia (guidati dal maresciallo maggiore Rosario Fazio e dal maresciallo Devis Kaswalder), dopo essere stata emessa dal gip del tribunale della città lombarda. Tra le diverse persone finite in manette troviamo anche l’ex sindaco, Stefano Gelmi, che attualmente si trova in carcere.

Gelmi si era dimesso dalla sua carica lo scorso giugno, dopo essere stato iscritto all’interno del registro degli indagati.

L’indagine

L’inchiesta, portata avanti dai carabinieri di Brescia, è iniziata a partire dallo scorso mese di giugno, quando a finire nel mirino degli investigatori fu un amministratore pubblico del Comune di Malonno, che attualmente si ritrova commissariato. Secondo le prime informazioni raccolte fino a questo momento, come detto in precedenza, al centro delle indagini ci sarebbe alcune irregolarità amministrative riguardanti appalti pubblici nel settore edilizio.

Secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti, alcune aziende in passato sarebbero state informate preventivamente della pubblicazione dei bandi di gara. In questo modo, l’obiettivo era quello di ridurre al minimo i ribassi d’offerta così da poter in seguito spartirsi i vari guadagni. E’ stato così ridotto il numero dei concorrenti che hanno potuto partecipare ai vari bandi, soprattutto grazie alle offerte che sono state presentate da parte delle varie ditte.

Come accennato in precedenza, l’ordinanza di custodia cautelare è stata rivolta ad undici persone in tutto. Detto dell’ex sindaco Gelmi, finito in carcere, altre cinque persone hanno l’obbligo di dimora e altrettante sono invece finite agli arresti domiciliari.