Brigitte Nielsen: mamma a 55 anni? Ho congelato i miei ovuli
Brigitte Nielsen: mamma a 55 anni? Ho congelato i miei ovuli
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Brigitte Nielsen: mamma a 55 anni? Ho congelato i miei ovuli

Brigitte Nielsen

Brigitte Nielsen è diventata mamma di Fidra a 55 anni. Per la prima volta l'attrice rivela che la gravidanza è frutto della fecondazione in vitro.

Brigitte Nielsen è diventata mamma per la quinta volta a 55 anni. Il 22 giugno 2018 è nata la piccola Frida, figlia dell’attrice e del marito di 15 anni più giovane Mattia Dessì. Per la prima volta, Brigitte Nielsen confessa di aver congelato i suoi ovuli quando aveva 40 anni, per poi sottoporsi alla fecondazione in vitro. “Non c’è niente di sbagliato nel voler avere un bambino, che tu abbia 20 anni, hai 30 anni, hai 40 anni o, nel mio caso, 50 anni” sottolinea.

Brigitte Nielsen congela i suoi ovuli

Brigitte Nielsen è diventata mamma per la quinta volta il 22 giugno 2018. Dopo quattro maschi, Raoul Meyer Jr. (23 anni), Douglas Meyer (25 anni), Killian Gastineau (28 anni) e Julian Winding (34 anni), a 55 anni l’attrice ha partorito la piccola Frida, nata dall’unione con il marito Mattia Dessì. E anche un po’ dalla scienza. In una intervista esclusiva a People, Brigitte Nielsen rivela infatti per la prima volta che la figlia è nata da un suo ovulo congelato.

Circa 15 anni fa, quando ha compiuto 40 anni, l’attrice ha deciso di ibernare alcuni suoi ovuli perché “se non vuoi utilizzare quelli di una donatrice, devi congelare i tuoi ad un’età ragionevole affinché ci sia una possibilità” racconta al magazine.

Quando sposa nel 2006 il barista Mattia Dessì, oggi 39enne, le sembra la scelta più ragionevole per tentare di avere un figlio da lui, vista la differenza d’età. “Non avrei nemmeno provato dopo i 42 anni” sottolinea Brigitte Nielsen, eppure, aggiunge: “Non c’è niente di sbagliato nel voler avere un bambino, che tu abbia 20 anni, hai 30 anni, hai 40 anni o, nel mio caso, 50 anni”.

“Alcune donne pensano, ‘Oh mio Dio, sono troppo vecchia’. Beh, sì, posso capire la gente che dice ‘Come osa?’. Ma quanti uomini hanno i loro primi figlia 60 o 70 anni, e nessuno si stupisce. – sottolinea l’attrice – Rispetto totalmente anche il fatto che ciò non piaccia a tutti e che non siano d’accordo, ma questa la mia vita”.

La lunga strada della fecondazione in vitro

Per “non arrendersi” al passare del tempo, Brigitte Nielsen ha quindi deciso di tentare la strada della fecondazione in vitro.

Prima della nascita di Frida, però, sono passati 10 anni di tentativi e di risultati negativi. “È una strada così lunga. – ammette – Quello che voglio che le donne sappiano è che tutto è possibile, ma devi essere realistica”. L’attrice ammette che l’IVF non è detto che funzioni, e avverte che dopo ogni trattamento andato a vuoto “la delusione è tanta”.

Inoltre, la fecondazione in vitro “è molto costosa, voglio che la gente ne sia consapevole” sottolinea a People. Inoltre, prosegue, “bisogna affidarsi alle mani giuste, non al primo medico che capita. Fate attenzione a chi scegliete, dovete avere un buon rapporto, che sia qualcuno con cui potete parlare”, fa capire l’attrice. Infine esorta: “Studiate quello che fate con il vostro stesso corpo. Io ho letto davvero tanto. – e ironizza – Adesso potrei probabilmente lavorare in una clinica per la fertilità“.

“Io – ammette infine – ho totalmente, completamente battuto le probabilità. C’è infatti una probabilità del 3-4% che queste cose riescano”, dice la neo mamma di Frida, sottolineando: “Beh, certo, evidentemente questo 3-4% si verifica con qualcuno, e io ero tra quelle persone”.

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