Buco più profondo della Terra:studiare la crosta terrestre
Buco più profondo della Terra: studiare la crosta terrestre
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Buco più profondo della Terra: studiare la crosta terrestre

buco più profondo della Terra

Dal 1970 fino al 2008 il buco più profondo della Terra è stato il pozzo della penisola di Kola. Il sito ha portato a importanti scoperte scientifiche.

Scoprire cosa si nasconde nella profondità di Terra ha sempre affascinato l’essere umano. I segreti che il nostro pianeta ancora nasconde, e che aspettano di essere svelati, sono tanti. Lo studio della crosta terrestre è uno dei settori più stimolanti e ricco di sorprese, come è testimoniato dalla serie di importanti scoperte realizzate dagli scienziati russi, che hanno scavato quello che a lungo è stato il buco più profondo della Terra nella Penisola di Kola.

Uno dei “buchi” più profondi della Terra

Nella Russia nord-occidentale si trova il “pozzo superprofondo di Kola”. Il progetto scientifico parte il 24 maggio 1970 e il lavoro di scavo procede con continuità, tanto che si crea una fitta rete di tunnel da quello principale. Si raggiunge quello che è un vero e proprio record nel 1989: il tunnel SG-3 raggiunge la profondità di 12.262 metri. Si consideri, per fare un paragone, che il punto più profondo dell’oceano è di undici km, nella Fossa delle Marianne.

I problemi tecnici però sono numerosi e il sito è abbandonato dal 2008. Più precisamente, attorno ai dodici chilometri è stato trovato uno strato di rocce di 2,7 miliardi di anni; la loro temperatura elevata, circa 180°, è troppo alta per i mezzi tecnici dell’epoca. I trapani delle perforatrici si rivelano inadatti e, dopo anni di tentativi e di studi, le difficoltà tecniche sembrano insormontabili. A causa della carenza di fondi, il progetto scientifico si chiude ufficialmente nel 2006; due anni dopo, il sito è lasciato definitivamente. Ironicamente, è proprio nel 2008 che il record di Kola è superato dai 12.289 metri del pozzo petrolifero di Al Shaheen in Qatar. Eppure ciò che è stato realizzato dagli scienziati russi, con lo scavo del buco più profondo della Terra, è ancora unico.

Le scoperte scientifiche

Le ragioni che hanno spinto i russi a scavare il pozzo sono prevalentemente scientifiche. La regione del Baltico ben si presta a questo scopo: l’interesse sovietico si concentra soprattutto nel comprendere quali fenomeni si registrano nella prima parte della crosta terrestre, che nel Baltico si spinge alla profondità di 35 chilometri.

A circa sette chilometri sono stati individuati dei fossili e, cosa sorprendente, è stata rilevata la presenza di acqua. Secondo la geologia, l’acqua liquida non dovrebbe essere presente a tale profondità; si è ipotizzato quindi che la sua formazione sia dovuta al rilascio, dovuta alla forte pressione, di idrogeno e ossigeno presenti all’interno dei metalli. I fossili scoperti, di dimensioni microscopiche, appartengono a ventiquattro specie di alghe marine unicellulari e sono di solito presenti in depositi di calcare e silicio; in questa circostanza invece si trovano in composti organici. La sorpresa degli scienziati è stata notevole: tali elementi sono rimasti intatti nonostante le condizioni estreme a livello di temperatura e di pressione. Altra scoperta interessante riguarda la propagazione delle onde sismiche, influenzate dalle differenze presenti tra le rocce granitiche e non, come si riteneva, dal passaggio tra rocce di diversa conformazione (come il basalto).

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