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Buoni postali, anzi ottimi: sono quattro volte più redditizi

Un intervento legislativo del governo a guida Mario Draghi e sono diventati "d'oro": buoni postali, anzi, ottimi: sono quattro volte più redditizi

I buoni postali hanno quintuplicato il rendimento

Buoni postali, anzi, ottimi, dato che sono quattro volte più redditizi, i media specializzati spiegano infatti che il rendimento di quelli fruttiferi fino a 20 anni è tornato a salire in maniera sostanziale con un 2% netto del tasso di interesse rispetto allo 0,5% precedente.

Ma chi lo ha stabilito? Un apposito decreto del ministero dell’Economia, che è il solo “parametro” di riferimento della validità economica di quei buoni, e quel decreto di fatto ha quadruplicato il rendimento per i sottoscrittori. Si, ma qual è la differenza con i Btp?

Buoni postali quattro volte più redditizi

In Italia ci sono oltre 46 milioni di buoni fruttiferi postali, sono prodotti che gli italiani amano da sempre perché sono stabili e nn riservano brutte sorprese.

Ecco perché assieme ai cosiddetti “libretti” sono il “must” dei cittadini italiani. Sono in sostanza prodotti finanziari considerati sicuri e affidabili perché vengono emessi da Cassa depositi e prestiti e garantiti dallo Stato italiano. E attenzione, qui un ulteriore “skill”: i buoni fruttiferi postali sono sottoposti ad una tassazione agevolata, non hanno costi di gestione né commissioni di collocamento o di rimborso.

Btp “ondivaghi” e Bp stabili e garantiti

E il capitale? Lì non ci saranno mai perdite, anche ritirando l’investimento prima della scadenza. E cosa li differenzia dai Btp, i buoni del Tesoro poliennali? Questi ultimi sono “mobili” e ad ogni nuova asta vengono continuamente adeguati e modificati i rendimenti, mentre i buoni postali hanno solo un coefficiente e fisso: quello fissato da un decreto ministeriale. Decreto che è stato varato lo scorso 6 luglio dall’esecutivo a guida Mario Draghi per contrastare l’aumento dell’inflazione.

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