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Busco e famiglia festeggiano il ritorno a casa
Roma

Busco e famiglia festeggiano il ritorno a casa

E’ tornato nella sua casa a Morena, Raniero Busco, l’uomo accusato di aver ucciso con 29 coltellate la sera del 7 agosto del 1990, la allora ventenne e sua fidanzata Simonetta Cesaroni, in un palazzo di Via Poma 2, l’ufficio dove la stessa lavorava.

E la gioia per la famiglia e gli amici di Busco è stata immensa. Gli amici-colleghi, che da l’anno scorso lo sostengono anche economicamente (infatti dopo la prima accusa, gli hanno aperto un conto corrente per aiutarlo ad affrontare le spese legali), gli hanno già organizzato una crociera. I figli dell’uomo non stanno più nella pelle e hanno tanta voglia di stare con il papà.

Chi non si rassegna e continuerà a lottare per avere il nome del colpevole, è la sorella di Simonetta, Paola Cesaroni, che molto probabilmente ricorrerà alla Cassazione. L’intera famiglia, a dire la verità, è rimasta destabilizzata dall’esito della sentenza, anche se da parecchio avevano intuito la decisione.

Anche se non hanno commentato la sentenza, è facilmente intuibile che la famiglia ritenga l’ex fidanzato di Simonetta, l’unico imputato possibile.

Di tutta questa vicenda, perciò, rimane ancora da scoprire chi sia il vero colpevole. Dopo ben 22 anni, il mistero non è ancora stato svelato ed è pronto a ripartire da zero.

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