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“C’è un piano per uccidere Putin e forse è già in atto”: le parole di un ex agente segreto

Le rivelazioni al Daily Beast di un ex effettivo della "Cia francese" su protocolli e metodo: “C’è un piano per uccidere Putin e forse è già in atto”

Vladimir Putin

“C’è un piano per uccidere Vladimir Putin e forse è già in atto”: le parole di un ex agente segreto al al Daily Beast non suonano come una novità, ma sentirle pronunciare da un ex effettivo della tremenda Dgse francese fa un certo effetto.

Secondo l’ex spia “l’operazione è sul tavolo di ogni agenzia di intelligence, lo so perché io queste operazioni le programmavo”. E come potrebbe essere messo in atto da una intelligence l’omicidio di un sospettosissimo autarca già membro a sua volta di uno dei più “scafati” servizi della storia sospettato egli stessi di aver eliminato dissidenti?

Un piano per uccidere Putin: le parole dell’ex spia

“Il metodo più efficiente sarebbe il veleno”.

E a mettere in atto il “protocollo” sarebbe una persona vicina a Putin: “Il tentativo verrà dall’interno del Cremlino. Questo non è un lavoro esterno”. E di tentativo costoso si tratterebbe, da commissionare con contorno di corruttele ad ogni livello: “Sarà un lavoro costoso, una fortuna. Secondo la mia esperienza, scommetterei che un piano è già in atto. C’è sempre”.

Il veleno e tanti soldi per corrompere

Quale veleno verrebbe adottato? Anche qui per paradosso la vittima potenziale “gioca in casa”.

“L’intelligence russa è probabilmente l’unica rimasta a utilizzare il veleno come impostazione predefinita”. Infatti lo stesso Putin è fortemente sospettato di aver usato il veleno per colpire oppositori politici. Nel 2006 il Polonio-210, un metalloide radioattivo, è stato usato per l’omicidio di Alexander Litvinenko, mentre il Novichok è stato usato nel 2018 contro l’ex spia russa Sergei Skripal in Inghilterra contro Alexei Navalny nel 2020.

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