Calciatori del Bologna con il Pass Invalidi - Notizie.it
Calciatori del Bologna con il Pass Invalidi
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Calciatori del Bologna con il Pass Invalidi


Le targhe di auto utilizzate da diversi calciatori del Bologna sono associate ad almeno un contrassegno handicap, che consente, tra l’altro l’accesso alle zone ztl, la circolazione nelle giornate di blocco del traffico, la sosta negli spazi riservati e, gratis, sulle strisce blu. Mezzo Bologna Calcio ha sul cruscotto il pass per disabili, un contrassegno che permette, tra le altre cose, di entrare nella zona a traffico limitato, di circolare nei giorni di blocco del traffico, di sostare negli spazi riservati e, gratis, nelle strisce blu.

Lo hanno scoperto gli investigatori del nucleo di polizia giudiziaria della municipale che, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, stanno indagando sulla proliferazione di permessi per il centro storico. L’inchiesta, partita a inizio aprile con quattro indagati, procede con la verifica sistematica dei contrassegni ed è seguendo questa pista che ieri pomeriggio i vigili sono piombati al centro tecnico rossoblù di Casteldebole per sentire almeno sette giocatori come persone informate sui fatti.

Le targhe delle loro auto risultano infatti associate a un unico permesso per disabili. Ogni avente diritto, va ricordato, può indicare al Comune fino a dieci targhe di mezzi propri o di accompagnatori che utilizza per gli spostamenti.

Nonostante le prestazioni decisamente sciatte delle ultime tre giornate, appare evidente a chiunque che i calciatori godono di ottime capacità motorie, per cui i vigili vogliono capire se effettivamente le loro potenti macchine vengano effettivamente utilizzate per il servizio a un disabile.

Sono stati chiamati a dare spiegazioni sul punto alcuni dei senatori della squadra, fra i quali il capitano Marco Di Vaio, che appena 24 ore prima aveva ricevuto dalle mani del commissario Anna Maria Cancellieri il prestigioso riconoscimento cittadino del Nettuno d’Oro. Il bomber è in buona compagnia: ieri sono stati sentiti dagli agenti pure il portierone Emiliano Viviano, i difensori Daniele Portanova, Andrea Esposito e Archimede Morleo, i centrocampisti Massimo Mutarelli e Gaby Mudingaiy.

Il tam tam di ‘Radio Casteldebole’ rilancia i sussurri dello spogliatoio, secondo cui i calciatori chiamati a rapporto dagli uomini della polizia giudiziaria sono domiciliati in centro e hanno trovato casa grazie alla consulenza di un’agente immobiliare e factotum.

Marilena Molinari, che è una supertifosa rossoblù, segue la squadra da molti anni, in campo e fuori, ed è effettivamente invalida. Le targhe dei giocatori risulterebbero associate proprio al suo capiente contrassegno.

Nessuno degli sportivi interessati, va sottolineato, risulta indagato. E, parimenti, nessuno vuole rilasciare dichiarazioni. Ma nelle ore successive al blitz della municipale qualche voce dal sen fuggita arriva all’orecchio dei cronisti. «La scorsa estate ci ha detto che c’era questa opportunità, dato che poteva segnalare dieci targhe, e lo abbiamo fatto — è il racconto di un calciatore —. Il pass ha il vantaggio di poter percorrere la T ma l’avrò usato due volte in tutto. E poi, aveva detto che se magari c’era bisogno potevamo portarla in giro o accompagnare a fare la spesa». L’inchiesta punta a verificare se il permessino non rappresenti un benefit sistematico.

In realtà coloro che hanno un domicilio in centro, pur non prendendo la residenza in città come fanno di solito i calciatori, possono iscriversi al registro della popolazione temporanea e avere un pass come quello che spetta ai residenti, salvo la durata limitata nel tempo.

Tale tipo di contrassegno, tuttavia, non consente le stesse possibilità di un permesso per disabili.

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