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Calciatori professionisti accusati di stupro di gruppo durante un festino a Verona

Cinque calciatori professionisti sono stati accusati di stupro di gruppi per aver abusato di una ragazza di 20 anni durante un festino a Verona.

Vittima

Un gruppo di calciatori professionisti è stato accusato di violenza sessuale perpetrata ai danni di una giovane di 20 anni, dopo averla costretta a bere alcol al fine di stordirla.

Calciatori professionisti accusati di stupro di gruppo

Lo stupro denunciato da una ragazza di 20 anni si sarebbe consumato nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2020.

Dopo aver disputato una partita in trasferta, nel pomeriggio del 18 gennaio, i calciatori avevano scelto di andare a festeggiare l’incontro fino a tarda sera, recandosi presso l’abitazione di uno di loro, situata in provincia di Verona.

Alla festa improvvisata per il post-partita, tuttavia, avrebbe partecipato anche la 20enne, amica di uno dei calciatori coinvolti, conosciuto all’Università che entrambi frequentavano.

Durante il party, quindi, la ragazza è stata forzata a partecipare a un “gioco alcolico” il cui scopo era stordirla e inibirne ogni difesa, per attuare l’abuso.

Nonostante gli avvertimenti della ragazza che aveva spiegato di essere a stomaco vuoto e non poter reggere l’alcol, gli sportivi hanno continuato a riempirle il bicchiere fino a ridurla in uno stato di semincoscienza che ha permesso ai cinque uomini di stuprarla ripetutamente a turno nel corso della notte.

Nella mattinata del 19 gennaio, poi, la vittima è stata riaccompagnata a casa dal compagno di Università.

La denuncia della vittima e lo svolgimento delle indagini

La violenza di gruppo è stata denunciata dalla ragazza e, secondo quanto dichiarato dalla Procura, si sarebbe protratta per ore fino al rientro a casa della 20enne.

Al momento, i cinque professionisti risultano indagati e dovranno rispondere all’accusa di stupro di gruppo aggravata dallo stato di incoscienza della giovane.

In occasione dello svolgimento delle indagini preliminari, la difesa aveva tentato di ottenere l’archiviazione del caso asserendo che la vittima fosse consenziente.

La richiesta, però, è stata rigettata e gli accertamenti del caso si sono protratti, portando alla scoperta di alcuni video individuati sugli smartphone di due imputati. Si è, quindi, in attesa dello svolgimento dell’udienza preliminare, già fissata ma recentemente rinviata al mese di maggio 2021.

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