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Calcio: il governo della Cina dice basta alle spese folli degli ingaggi

Calcio: il governo della Cina dice basta alle spese folli degli ingaggi
Calcio: il governo della Cina dice basta alle spese folli degli ingaggi

Il governo della Cina metterà un freno agli investimenti folli del calciomercato inserendo dei limiti sugli acquisti e sugli stipendi dei giocatori.

Acquisti plurimilionari e ingaggi faraonici. Il calcio cinese è entrato a gamba tesa sul panorama internazionale del calciomercato.

Forse, però, questo momento di follie e di eccessi sta arrivando al capolinea. E dal momento in cui i club europei e sudamericani non sono fino ad oggi riusciti ad adottare le adeguate contromisure, sono entrate in gioco le stesse autorità cinesi che si sono dichiarate pronte ad agire per riportare ordine, logica e sostenibilità nei club di casa.

Già qualche portavoce del governo si era espresso contro qusti eccessi.

Ma a parlare, adesso, è l’Amministrazione Generale dello Sport (Gas) che, in qualità di agenzia governativa responsabile del sistema sportivo, ha pubblicato sul proprio sito internet un vero e proprio annuncio di fine dei giochi. Si parla di istituire un tetto agli stipendi dei giocatori e anche alle spese di trasferimento. Il fine è quello di ridurre gli investimenti irrazionali e mantenere, entro ragionevoli limiti, il denaro pagato agli stessi giocatori.

Ma non è tutto. I club che non si adegueranno ai criteri finanziari previsti saranno assolutamente banditi dai campionati. Un monito che giunge, non a caso, dopo le ultime mosse effettuate in questo ultimo periodo di calciomercato invernale. Mosse da gigante, si intende. Basta pensare all’acquisto, da parte dello Shanghai Sips, del brasiliano Oscar dal Chelsea per una cifra di oltrer 60 milioni. Oppure il megaingaggio di quasi 40 milioni l’anno che lo Shanghai Shenhua ha siglato con l’argentino Carlos Tevez.

Voci di corridoio sostengono che, dietro l’Amministrazione Generale dello Sport ci sia il governo. O, meglio, il Partito Comunista, determinato a tenere sotto controllo tutti gli aspetti dell’economia e della società cinese. Anche chi, approfittando delle proprie laute disponibilità, pensa di accattivarsi le simpatie del presidente Xi Jinping, grande amante del calcio.

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