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Cambia il mercato dell’energia: gli scenari futuri e l’importanza dell’utility manager

Pandemia e guerra hanno sconvolto l’economia mondiale, coinvolgendo in particolare il settore energetico. La nuova figura dell’utility manager certificato diventa così sempre più essenziale.

Assium utility manager
Assium utility manager

In un periodo di grande incertezza per il mercato e l’economia globale – che riguarda soprattutto il settore energetico – comprendere gli scenari futuri e agire tempestivamente si rivela di fondamentale importanza. Di grande aiuto per conoscere una realtà in continuo cambiamento e per affidarsi ai migliori investimenti è l’utility manager.

Pandemia e guerra: il mercato energetico è in crisi

Il calo del 10% dei costi di gas e luce registrato negli scorsi mesi è frutto del periodo precedente allo scoppio della guerra in Ucraina. Tale miglioramento, tuttavia, è destinato a finire e rischia di alimentare false illusioni. Al momento, non a caso, i Paesi europei – Italia compresa – sono al lavoro per assicurarsi alternative in termini produttivi e di fornitori. Tra questi, in particolare, USA, Algeria, Qatar.

In un periodo di crisi, dal presente incerto e in cui il futuro appare critico, agire anche nel medio e lungo termine si dimostra di grande importanza. Per farlo, è utile realizzare politiche energetiche valide ed efficaci, capaci di contrastare il probabile rialzo dei prezzi. Bisogna agire con una programmazione basata su scelte consapevoli e che smettano di porre in secondo piano le energie rinnovabili.

Credere nel presente per migliorarlo e attenuare i rischi futuri è possibile se si favoriscono le attività di diagnosi energetica.

In questo modo, si aiutano aziende e famiglie a consumare meno e meglio, in maniera più affidabile e consapevole.

gas

Come stanno agendo i Paesi europei

Nell’attuale situazione di crisi, i diversi Paesi europei stanno agendo per individuare le strategie più opportune.

La Gran Bretagna, che importa solo il 5% del proprio fabbisogno energetico dalla Russia, ha assicurato un abbandono del gas russo entro la fine del 2022. Diverse, invece, le mosse previste dalla Germania e, presumibilmente, dal resto dell’Europa Occidentale. Il Cancelliere tedesco stima la fine delle forniture energetiche russe per il 2024.

Tuttavia, lo scenario futuro prospettato a livello europeo appare di difficile applicazione. Infatti, è importante ricordare che Gazprom è il più grande produttore di gas al mondo. Non solo: la produzione mondiale di gas è già quasi al limite, quindi non è così semplice passare da un produttore all’altro.

Il gas liquido, che finora appare l’alternativa preferita dai più, richiede impianti appositi per i quali servono tempo e investimenti. Non si tratta quindi di una soluzione utile nel breve periodo. In tal caso, è necessario puntare su una riduzione dei consumi che coinvolge in particolare le industrie, non potendo lasciare la popolazione al freddo.

Impossibile poi tralasciare l’attualissima questione della transizione ecologica. Una strada che richiede tempo, ma è assolutamente inevitabile (come evidenziato dai più recenti fatti di cronaca). Per assicurare l’espansione dell’energia green, l’evoluzione tecnologica assume un valore primario.

L’importanza dell’utility manager nel mercato dell’energia

La figura dell’utility manager è stata protagonista di un grande cambiamento con la pubblicazione della norma UNI 11782 del 2020, la quale stabilisce le competenze e il percorso formativo necessario per certificarsi nel ruolo.

In un periodo in cui anche gli imprenditori faticano a districarsi e gestire le forniture energetiche diventa sempre più faticoso, avere a propria disposizione un professionista preparato si rivela una garanzia di sicurezza e tranquillità. L’utility manager può fare la differenza sulle spese e di conseguenza sul budget.

L’utility manager certificato ha gli strumenti per affrontare questa situazione. Professionalità, senso etico e ampie conoscenze sono i requisiti essenziali che lo rendono la guida ideale. Affiancando l’imprenditore nelle sue scelte, lo indirizza verso un percorso di ottimizzazione dei costi che non si limita all’individuazione del fornitore più adatto o del prezzo della materia prima. L’utility manager, infatti, ribadisce l’importanza di una giusta sensibilizzazione e informazione sul tema green.

L’efficientamento energetico per un’azienda è una priorità e l’utility manager certificato è l’esperto giusto per raggiungere l’obiettivo.

uomo cucina con fornello a gas

L’intervento di Assium e la necessità dell’utility manager

Lo scorso 21 aprile si è tenuto Utility 2030, il convegno dedicato al mondo delle utilities trasmesso in live streaming sui canali digitali degli organizzatori. Per l’occasione è stato affrontato il dibattito sulla sicurezza energetica in Italia e nel mondo, per comprendere quali sono le sfide e le prospettive a cui va incontro il mondo delle utilities. La pandemia e la guerra scoppiata ai confini orientali del Vecchio continente con l’invasione russa in Ucraina portano in evidenza la necessità di un netto cambio di rotta, dimostrando come la logistica e l’energia siano sempre più centrali nella nostra economia e all’interno della nostra società.

Assium era presente con il presidente, Federico Bevilacqua, in prima linea nel processo che ha portato alla pubblicazione della norma UNI 11782:2020. A due anni dalla pubblicazione della norma e dalla fondazione dell’associazione, la figura dell’utility manager appare sempre più diffusa e capillare. Aumenta, inoltre, la consapevolezza sulla necessità di ottenere la certificazione per legittimarsi agli occhi del mercato e dei consumatori.

Il presidente Federico Bevilacqua, infatti, ha spiegato: Sempre più società, agenzie e liberi professionisti si stanno certificando e si stanno attrezzando per far certificare i propri collaboratori. Stanno certificando le proprie competenze secondo norma UNI 11782:2020, nutrendo il mercato con il valore della professionalità e della fiducia”.

Così si conferma che l’utility manager certificato dispone di tutti gli strumenti e delle competenze giuste per diventare il consulente di fiducia di famiglie e aziende.

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