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Campagna contro la Tortura: per l’Italia non è reato
Roma

Campagna contro la Tortura: per l’Italia non è reato

Sebbene l’Onu ed il diritto internazionale considerino la tortura un crimine, in Italia la nostra Costituzione tocca l’argomento solo nell’ art. 13 il quale recita:” va punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni della liberta” Detto in termini spiccioli, in assenza del crimine di tortura, il reato resta impunito. Pazzesco constatare che la nostra Carta abbia previsto reati di tutti i tipi fuorchè quello della Tortura: uno dei pochi costituzionalmente necessari! Adesso è partita una campagna per introdurre il delitto nel nostro codice penale, ma in realtà è un’iniziativa chr prende spunto da vecchia insistenze, ergo: ancora più scandaloso ed imbarazzante pensare che qualcuno abbia voluto ostacolarne il “civilissimo” percorso. Percorriamo le tappe: Il 4 Aprile 1989 a Palazzo Madama , il senatore Pci Nereo Battello depositò il primo disegno di legge volto ad introdurre nel codice penale il crimine di tortura;l’ultimo è stato depositato dal senatore Pd Pietro Marcenaro lo scorso 17 Aprile.

Nel 1984 la Convenzione delle Nazioni Unite definì la tortura , sia morale sia fisica, commessa da un pubblico ufficiale, per estorcere confessi0ni o a scopo puramente intimidatorio, un delitto sempre perseguibile di ufficio e non soggetto a prescrizione. Mentre gli Stati Uniti hanno squarciato il velo dell’ipocrisia legalizzando il reato, L’Italia in questi anni non ha mai approvato la legge anzi il reato “fantasma” continua a consumarsi per mano dei pubblici ufficiali,( gli stessi che dovrebbero tutelarci), nelle celle italiane e fuori, in un clima di omertoso silenzio assenzo: basti pensare a Genova, ai No tav , al Diaz, a Sassari ecc. I promotori della campagna adesso chiedono fermamente di introdurre il crimine nell’ordinamento italiano, basterebbe infatti limitarsi a riprodurre la definizione del reato presente nel trattato Onu, aggiungendovi le sanzioni, la giurisdizione universale e la previsione di imprescrivibilità. Una buona parte dei nostri Senatori ha già firmato la proposta, adesso è necessaria la discussione e relativa approvazione affinchè quello che è stato taciuto dalla lacuna normativa , si trasformi in un atto di civiltà.

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